29 Settembre 2026

Waste Watcher: Cia, stop agli sprechi alimentari. Giusto valore a lavoro agricolo

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In occasione della Giornata internazionale dedicata, il presidente Fini commenta il Report: “Calo dell’11,2% segnale positivo, ma ortofrutta più colpita è trend da contrastare”

“La riduzione dell’11% dello spreco alimentare domestico è un segnale positivo, ma i dati confermano che oltre la metà del cibo gettato riguarda prodotti freschi, come frutta e verdura. Per contrastare il fenomeno alla radice dobbiamo ridare valore economico e culturale al cibo e al lavoro degli agricoltori”. Così il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, oggi a Roma, alla presentazione del report “Waste Watcher 2026” in occasione della VII Giornata Internazionale di sensibilizzazione sulle perdite e sugli sprechi alimentari.

“Quando il cibo viene percepito come un bene svalutato, lo spreco aumenta. Serve invece una vera alleanza dal campo alla tavola”, ha ribadito Fini, indicando le quattro priorità di Cia.

Sul fronte della logistica e conservazione, c’è la necessità di modernizzare la catena del freddo e potenziare le filiere corte, evitando così il rapido deterioramento del fresco. Quanto al tema dell’equità -per la Confederazione- occorre superare i vincoli estetici della grande distribuzione e destinare le eccedenze alla trasformazione o al sociale. E poi c’è il tema importante dell’educazione al consumo. Bisogna puntare sulla vendita diretta, sugli agriturismi e le fattorie didattiche per insegnare la stagionalità e la gestione degli avanzi. Sostenere, infine, la revisione della Legge Gadda con sconti TARI per chi dona il cibo e meno burocrazia lungo la filiera.

“La lotta allo spreco richiede interventi concreti -ha detto Fini- e una governance politica integrata che metta al centro il valore della produzione agricola”.