dal Territorio
Uva da tavola: Cia Puglia, serve accordo produttori-consorzi di smaltimento
16 Giugno 2021

Carrabba: “Lavoriamo insieme per trovare soluzioni avanzate utili per l'eliminazione dei materiali”

“I teloni che coprono i vigneti svolgono una funzione fondamentale: proteggono le piante e sono utili al processo di sviluppo dell’uva. Diffidiamo chi ne criminalizza l’uso e prende di mira gli agricoltori: così facendo non si fa un buon servizio né all’agricoltura né all’ambiente”. E’ Raffaele Carrabba, presidente di Cia-Agricoltori Italiani della Puglia, a intervenire su una polemica che, negli ultimi giorni, si è incentrata sull’uso dei teloni a copertura dei vigneti per l’uva da tavola.

“La questione va posta senza colpevolizzare né i produttori né uno strumento che, in quanto tale, deve essere utilizzato nel modo migliore e poi smaltito seguendo i dettami della normativa”, ha aggiunto Sergio Curci, responsabile GIE Ortofrutta di Cia Puglia.

Proprio sullo smaltimento, Cia-Agricoltori Italiani della Puglia, grazie al fattivo interessamento da parte dell’assessore regionale all’Agricoltura Donato Pentassuglia e del presidente della quarta Commissione Francesco Paolicelli, ha recentemente espresso il proprio favore verso un’iniziativa che metta nelle condizioni gli agricoltori di smaltire il materiale utilizzato nei campi a costi e con modalità più sostenibili, soprattutto attraverso accordi con i consorzi delle aziende di raccolta e smaltimento dei rifiuti.

“Per la sostenibilità ambientale in agricoltura, questo è un tema cruciale”, ha spiegato Carrabba. “Colpevolizzare e stigmatizzare non serve a un bel niente, se poi il problema non viene affrontato e risolto con soluzioni più avanzate e concrete. La ricerca sta facendo importanti passi in avanti, l’auspicio è che anche per i teloni utilizzati sui vigneti possano essere utilizzabili a prezzi più abbordabili dei materiali ecocompatibili”.

PUGLIA REGINA DELL’UVA DA TAVOLA. La Puglia è la prima regione italiana per numero di aziende, quantità e qualità della produzione di uva da tavola. Il dato complessivo regionale si attesta su una superficie di 25.085 ettari utilizzati e una produzione di 6.400.000 quintali.

La provincia di Bari, da sola, registra 10.750 ettari utilizzati e una produzione annuale pari a 2.332.000 quintali. “Non sono soltanto numeri di eccezionale rilievo”, ha dichiarato Sergio Curci, “ma si tratta soprattutto di reddito per migliaia di lavoratrici e di lavoratori, posti di lavoro, un’economia di filiera che è motore trainante del nostro export. Stiamo parlando di una ‘industria a cielo aperto’ che dà da mangiare più dell’Ilva. Allora è chiaro che, anche in questo caso, occorre attivarsi a tutti i livelli per sostenerla, non per prenderla di mira come se tutto l’inquinamento del mondo dipendesse dai teloni che proteggono i vigneti. E’ un problema, e noi lo sappiamo, ma come tale va affrontato e risolto. Senza criminalizzare un intero settore e l’utilizzo di una tecnica, quella dei teloni, che ha determinato una svolta fondamentale per proteggere la produzione e anche per regolarne i tempi, così da riuscire a rispondere alle esigenze del mercato”, ha concluso Sergio Curci.


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