23 Febbraio 2026

Uva da tavola: Cia Campania, serve un tavolo regionale e contratti trasparenti

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L'organizzazione sollecita un intervento immediato per tutelare i produttori e garantire equità lungo la filiera

Cia-Agricoltori Italiani della Campania interviene con fermezza nel dibattito sul sistema delle varietà brevettate di uva da tavola, denunciando una situazione che sta mettendo in seria difficoltà le aziende agricole. Per la Confederazione, il punto non è essere contro la ricerca o contro le nuove varietà, ma contro un modello che scarica quasi interamente sugli agricoltori costi, rischi e incertezze, mentre il valore si concentra sempre più a valle della filiera. Gli investimenti richiesti per impiantare le nuove cultivar sono altissimi, a fronte di prezzi che non coprono i costi di produzione. Le royalties restano fisse, la grande distribuzione non riduce i propri margini e l’unico soggetto che paga è chi produce. In queste condizioni l’impresa agricola perde autonomia e diventa di fatto un semplice esecutore, senza reale capacità di contrattare il prezzo del proprio prodotto.

Cia Campania evidenzia come la mancanza di programmazione delle superfici e la frammentazione dell’offerta stiano aggravando la situazione, favorendo eccessi produttivi che fanno crollare le quotazioni. Senza una regia pubblica e senza accordi di filiera chiari, il mercato viene lasciato nelle mani dei soggetti più forti. “Non possiamo accettare che l’innovazione si traduca in un aumento dei debiti per le aziende ed in una riduzione del reddito agricolo” afferma il commissario regionale Stefano Di Marzo. “Così il produttore non è più un imprenditore ma diventa l’anello debole della catena”.

Secondo Cia Campania è necessario introdurre subito: trasparenza nei contratti di licenza e nei costi delle royalties; accordi di filiera che garantiscano prezzi minimi legati ai costi reali di produzione; rafforzamento delle organizzazioni di produttori per riequilibrare il potere contrattuale; un monitoraggio istituzionale sulle dinamiche commerciali per evitare distorsioni del mercato. “Se non si interviene” conclude il commissario Di Marzo, “il rischio è la fuoriuscita di molte aziende dal comparto. Non si può parlare di modernizzazione dell’agricoltura mentre si impoveriscono i produttori. La competitività del settore passa prima di tutto dalla dignità economica di chi coltiva”.

Cia Campania chiede l’apertura immediata di un tavolo regionale sull’uva da tavola con tutti gli attori della filiera per definire regole chiare, sostenibili e uguali per tutti. Solo così l’innovazione potrà diventare un’opportunità e non un peso per l’agricoltura italiana.