dal Territorio
Ungulati: Cia Toscana, bene novità introdotte su attività di controllo
13 Maggio 2021

Resta, però, il problema relativo ai tempi di intervento per tutelare gli agricoltori che non sono cacciatori (oltre il 75%)

 L’accorciamento dei tempi di intervento della Polizia provinciale per gli abbattimenti, che passa da 72 a 24 ore; così come la possibilità di intervento diretto e immediato dei proprietari e conduttori dei fondi, sono misure auspicate ed estremamente positive per il controllo degli ungulati in Toscana, per alleviare i danni ingenti all’agricoltura regionale con cui da troppi anni le aziende agricole devono fare i conti. Commenta così Cia-Agricoltori Italiani Toscana le novità approvate dalla Giunta regionale che riguardano gli interventi di controllo ai sensi dell’articolo 37 (Lr.3 del 12 gennaio 1994) per proteggere l’agricoltura dai danni da ungulati, introdotte, su proposta dall’assessore all’agroalimentare Stefania Saccardi, con la modifica della delibera 310 del 2016.

Con questo provvedimento gli agricoltori-cacciatori abilitati, possono intervenire direttamente, subito dopo aver fatto la segnalazione della presenza degli ungulati nel proprio fondo. Invece negli altri casi gli interventi saranno coordinati dalla Polizia provinciale utilizzando gli altri soggetti abilitati.

E’ per questo che, pur apprezzando la riduzione dei tempi di intervento, per Cia Toscana è necessario che le attività di controllo -e il coordinamento da parte della Polizia Provinciale- siano veloci e tempestive, ovvero effettivamente entro le 24 ore come da oggi previsto, per garantire e tutelare tutti quegli agricoltori toscani -sono oltre il 75% del totale- che non sono anche cacciatori dotati di porto d’armi e abilitati.

Bene anche le altre novità introdotte -secondo la Cia Toscana- ovvero le catture tramite trappole o recinti gestiti direttamente da agricoltori e ATC, gli Ambiti territoriali di caccia.

Anche perché nel corso del 2020, sempre a causa del covid-19, l’attività venatoria ordinaria ha visto una battuta d’arresto e sono stati abbattuti in Toscana ben 14mila cinghiali in meno rispetto al 2019 e oltre 20mila rispetto al 2018. Secondo i dati della Regione, il numero di ungulati è in aumento e il rischio di seri danni all’agricoltura è ogni giorno più alto, come la Cia Toscana sta sottolineando da anni.

Con questa modifica della, la Regione Toscana si adegua al dettato normativo della legge 157 del 1992 che prevede la possibilità di avvalersi dei proprietari o conduttori dei fondi, in possesso di porto d’armi, nelle attività di controllo. La norma resterà valida per due anni alla fine dei quali sarà fatto il punto per valutare l’andamento e in base ai risultati, confermare o ricalibrare il contenuto.


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