10 Ottobre 2026

Ue: Cia, budget per agricoltura non basta. Blindare quota maggiore per Stati membri

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Il presidente Fini sulla negobox presentata oggi. Anche Pac e Qfp nella mobilitazione confederale dal 13 ottobre in piazza a Montecitorio

Guardia alta per Cia-Agricoltori Italiani sul documento che guida i negoziati per la definizione del bilancio a lungo termine dell’Unione europea. La negobox sul Qfp, presentata oggi dalla presidenza di turno del Consiglio Ue, non apre a più risorse per l’agricoltura e riaccende la pressione sulle promesse fatte agli agricoltori della presidente Ursula von der Leyen, dopo le proteste di un anno fa.

“A Bruxelles non abbiamo manifestato per nulla -precisa il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini-. Non si può lasciare, infatti, alla volontà dei singoli Stati la possibilità, fondamentale, di destinare al settore un eventuale 10% di target rurale, più i fondi della revisione di medio termine, che, invece, doterebbero complessivamente l’Italia di un miliardo in più rispetto al plafond Pac attuale. Serve che queste risorse siano blindate, garantite da disposizioni legislative chiare e vincolanti per tutti, altrimenti si aprirà la strada a concorrenza sleale interna e conflitti con le politiche di coesione”.

Sul reale ammontare della dotazione riservata al comparto c'è ancora troppa confusione e le rassicurazioni nazionali non sono sufficienti. “Non si possono tenere gli agricoltori appesi a burocrazia e diatribe politiche -insiste Fini-. Nel frattempo, il settore muore e con esso l’economia del Paese dal campo allo scaffale, il diritto al cibo, la Dieta Mediterranea, il Made in Italy e la tenuta sociale e ambientale dei territori, con il rischio di perdere il presidio delle nostre aree rurali”.

Per Cia, quindi, è prioritaria la richiesta di rafforzare la Pac, che deve restare solida e autonoma, e di salvaguardare l'impianto del Qfp, incluso il Fondo per la competitività. “L’agricoltura Ue -conclude Fini- sta solo subendo tagli. 294 miliardi non bastano a fronteggiare la tempesta perfetta che sta piegando il settore. Anche per questo torniamo in piazza davanti a Montecitorio, a partire dal 13 ottobre”.