01 Marzo 2024 | News

Rilanciare l’economia del legno: nuovi strumenti per le foreste del futuro

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Il convegno a Progetto Fuoco organizzato da Aiel con Cia ha riunito la filiera. Obiettivo valorizzare in modo sostenibile il patrimonio forestale italiano

L’Italia è il Paese europeo con il più basso tasso di prelievo di legname dalle proprie foreste: la risorsa legnosa italiana è sottoutilizzata e mal utilizzata, un problema strutturale che danneggia lo sviluppo economico delle aree interne e montane del Paese. È necessario adottare al più presto un modello italiano di sviluppo della bioeconomia, non copiando i modelli del Nord Europa dominati dalle grandi centrali di raffinazione a biomassa, ma puntando a costruire un sistema forestale fondato sulla selvicoltura di qualità, sulla gestione forestale sostenibile e l’uso a cascata del materiale forestale. Oggi ci sono le condizioni per costruire una filiera virtuosa che opera su volumi inferiori, derivati dal territorio, e che può portare vero valore aggiunto al Paese attraverso strumenti come segherie di medie dimensioni, impianti all’avanguardia, legname ingegnerizzato e green communities.

L’appello, rilanciato da Davide Pettenella, professore dell’Università di Padova presso il Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali e Presidente di Cluster legno Italia, arriva dal convegno “I nuovi strumenti per la foresta del futuro. Istituzioni, filiere e imprese finalmente insieme” organizzato da Aiel-Associazione italiana energie agroforestali, in collaborazione con Cia-Agricoltori Italiani, nell'ambito di Progetto Fuoco, la principale Fiera di settore dedicata al riscaldamento domestico a legna e pellet.

Condividiamo l’importanza di lavorare ad un rilancio della filiera forestale in un’ottica di sviluppo delle aree interne e montane, fondamentali per sostenere la crescita di tutto il Paese -ha dichiarato Luigi D’Eramo, sottosegretario del Masaf-. La filiera del legno è assolutamente strategica in questo: non solo dal punto di vista energetico ma anche per quanto riguarda l’uso del legno nel settore dell’arredamento italiano. Oggi, poco più del 15% della superficie forestale italiana (che corrisponde a oltre 11 milioni di ettari) è soggetto a piani di gestione forestale: all’interno del contesto interno e montano lo sviluppo socioeconomico passa anche da un maggiore impegno nella gestione e valorizzazione del nostro patrimonio forestale”.

Come ha ricordato Luigi Torreggiani, giornalista di Compagnia delle Foreste e moderatore dell’incontro, solo dieci anni fa gli strumenti a disposizione della filiera forestale erano molto più limitati: non esistevano documenti fondamentali come il Testo Unico delle Foreste, la Strategia forestale nazionale, il Position Paper, condiviso dai principali attori del settore e dal Masaf, che delinea la strategia della filiera forestale per rilanciare l’economia del legno.

Un altro strumento innovativo, lanciato a dicembre 2023, è il nuovo Sistema Informativo Forestale, osservatorio sulle biomasse forestale e gli usi energetici che raccoglie dati e informazioni aggiornate e affidabili, fondamentali per costruire una strategia forestale basata su dati oggettivi e condivisi.

Partendo dalla consapevolezza che tutti i settori collegati alla filiera forestale hanno un ruolo strategico per valorizzare la bioeconomia del nostro Paese, Annalisa Paniz, direttrice generale di Aiel, ha presentato il position paper “Gestione forestale e sostenibilità degli usi energetici delle biomasse forestali” documento che ha proposto per la prima volta una nuova strategia condivisa da tutti i settori che operano all’interno della filiera forestale (edilizia, arredamento, carta, energia ecc…) per rilanciare in modo sistemico l’economia del legno secondo un modello di sostenibilità, circolarità e sviluppo economico. “Il Position Paper è il risultato del riconoscimento da parte di tutto il settore forestale che, nell’ambito di una gestione circolare delle risorse con valorizzazione dell’uso a cascata del legno, non esiste una competizione tra valorizzazione energetica dei biocombustibili e uso industriale del legno -ha spiegato Paniz nel suo intervento-. Gli strumenti per una selvicoltura responsabile esistono già ma è importante continuare a sostenere le imprese forestali e l’associazionismo, gli “accordi di foresta” e la pianificazione forestale: l’unica via per valorizzare la risorsa rinnovabile locale rappresentata dal legno portando valore aggiunto per il territorio e i cittadini”.

Il convegno ha focalizzato l’attenzione anche sui contatti di filiera nel settore forestale, con l’intervento di Pietro Oieni, Direzione generale dell’economia montana e delle foreste del Masaf, che ha raccontato il percorso che ha portato al primo Bando nazionale sui contratti di filiera nel settore forestale: un primo passo che verso la strutturazione di una filiera più compatta e unita, con l’obiettivo generale di finanziare programmi di investimento sostenibili dal punto di vista ambientale e innovativi dal punto vista tecnologico, rafforzando le relazioni intersettoriali lungo le catene di produzione, trasformazione e commercializzazione, attraverso l’aggregazione dei produttori e la creazione di responsabilità solidale delle imprese della filiera, migliorando la posizione dei beneficiari nella catena del valore.

Tutti i principali attori della filiera si sono confrontati nel dibattito in cui è stata condivisa la necessità di attivare un Tavolo Interministeriale permanente tra il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy per garantire la condivisione e il coordinamento delle politiche che riguardano le filiere industriali ed energetiche collegate al settore forestale, anche attraverso una specifica attività di ricerca, formazione e innovazione.

“In questi dieci anni abbiamo lavorato tanto per costruire, quasi da zero, delle opportunità di sviluppo per il settore forestale italiano. Dieci anni fa non esisteva una Direzione Forestale Nazionale -ha spiegato in chiusura Alessandra Stefani, direttore Direzione generale dell’economia montana e delle foreste del Masaf-. Da qui non torneremo indietro. Abbiamo aperto con uno spunto interessantissimo: il sottosegretario D’Eramo ha manifestato la volontà politica di costruire un Tavolo di confronto interministeriale, riconoscendo l’importanza di ampliare ulteriormente gli interlocutori per essere più incisivi. È fondamentale però fare un passo ulteriore e scendere a livello regionale per declinare su base territoriale le iniziative e gli indirizzi individuati a livello nazionale”.


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