14 Luglio 2026

Popillia Japonica: Cia Piemonte e Valle d’Aosta, servono ricerca e strategie strutturali

#parassiti #agricoltura #fitosanitario
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Bene il bando della Regione per le reti anti-insetto, ma non basta

“Accogliamo con favore il nuovo bando della Regione Piemonte che sostiene gli investimenti delle aziende agricole per la realizzazione di reti anti-insetto e altri sistemi di protezione dalla Popillia Japonica. La Regione ha dato una risposta concreta a un'emergenza che sta assumendo dimensioni sempre più preoccupanti per il comparto frutticolo piemontese, ora però è indispensabile affiancare alle misure di sostegno per la difesa delle coltivazioni una strategia di lungo periodo basata sulla ricerca e sull'innovazione”. Lo dichiara il presidente di Cia Agricoltori Italiani Piemonte e Valle d’Aosta, Gabriele Carenini, commentando il provvedimento regionale che mette a disposizione 644.954 euro per finanziare gli “Investimenti per la prevenzione di danni di tipo biotico”.

Il bando sostiene gli interventi di prevenzione contro gli organismi nocivi di nuova introduzione, con particolare riferimento alla Popillia Japonica, finanziando, tra gli altri, l'acquisto di reti anti-insetto, strutture di sostegno, porte anti-intrusione e l'adeguamento di impianti esistenti. Il contributo copre fino all'80% delle spese ammissibili per le imprese agricole e il 100% per gli enti pubblici, con domande presentabili entro il 30 settembre 2026.

“La prevenzione è fondamentale e le reti rappresentano oggi uno strumento indispensabile per difendere le produzioni -prosegue Carenini-. Tuttavia, dobbiamo essere consapevoli che non può essere questa l'unica risposta a una minaccia che continua ad avanzare e ad ampliare il proprio raggio d'azione. Proteggersi è necessario, ma non basta”.

Per il presidente di Cia Piemonte e Valle d'Aosta, è arrivato il momento di affiancare agli interventi di difesa passiva un deciso investimento nella ricerca scientifica e nell'innovazione: “La Popillia Japonica rappresenta una delle principali sfide fitosanitarie per il futuro del comparto frutticolo piemontese -conclude Carenini-, occorre mettere in campo un programma di ricerca capace di individuare soluzioni efficaci e durature per il contenimento della Popillia Japonica. Serve un approccio proattivo che coinvolga istituzioni, università, centri di ricerca e organizzazioni agricole, per sviluppare strumenti di controllo sostenibili e realmente efficaci. Non possiamo limitarci a rincorrere l'emergenza anno dopo anno”.