Pomodoro da industria: Cia Emilia-Romagna, accordo sul prezzo in ritardo e a ribasso
Un’annata difficile per il pomodoro da industria nel distretto del Nord, non solo per un accordo quadro arrivato in ritardo, ma soprattutto per il prezzo, che è molto più basso dello scorso anno a fronte di costi di produzione moltiplicati. Così Cia Emilia-Romagna, sottolineando che l’intesa non garantisce soddisfazioni economiche.
L’accordo per la campagna di trasformazione del pomodoro nel bacino Nord Italia prevede, infatti, un prezzo medio inferiore al precedente, comprensivo di servizi e di premialità legate ai tempi di raccolta. “Speriamo che la misura annunciata dal ministro Lollobrigida sul credito d’imposta possa calmierare i prezzi del gasolio”, commenta il presidente di Cia Emilia-Romagna Lorenzo Catellani, perché “la voce carburante incide di molto sui costi produttivi, specialmente per una coltura completamente meccanizzata come il pomodoro. Serve, quindi, questo provvedimento per l’acquisto del gasolio agricolo”.
Anche “i costi delle concimazioni pesano sulle colture -continua Catellani- e Cia calcola che l’aumento dei costi, in generale, si attesterà sopra l’8% rispetto al 2025. Il solo costo dell’urea, ad esempio, è raddoppiato”. La situazione è aggravata dalle ostilità in Medio Oriente, un conflitto che prospetta scenari sempre più difficili. “Tuttavia, le imprese non rinunciano alla qualità del pomodoro in campo, una coltura d’eccellenza sulla quale ci sono aspettative, ed è per questo che chiediamo la garanzia, da parte dell’industria, di portare a compimento la campagna produttiva”.
Infine, conclude il presidente di Cia Emilia-Romagna, “ricordiamo che Ismea ha calcolato il costo di produzione del pomodoro in 105 euro a tonnellata, un prezzo che non tiene conto delle dinamiche in campo e che spesso si supera, comprimendo sempre di più la marginalità dei coltivatori”.