04 Novembre 2026

Pac: Anabio-Cia, tutelare centralità settore. Sostegno sia obbligatorio

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Il presidente De Noia: “Discrezionalità prevista da accordo Agrifish inaccettabile. Parlamento Ue corregga il tiro”

Va ripristinata quanto prima, in Europa, la centralità del biologico. Inaccettabile che si renda facoltativo per gli Stati membri il sostegno della futura Pac al settore. A dirlo è, oggi, Anabio-Cia facendo appello al Parlamento Ue perché corregga il tiro, in modo decisivo, sul voto dell’ultimo Consiglio Agrifish.

“Non si può indebolire un comparto strategico per l’agricoltura Ue -commenta il presidente di Anabio-Cia, Giuseppe De Noia-. L’Italia, forte della sua leadership nel settore, e anche del marchio nazionale appena riconosciuto, si faccia portavoce e guidi il riscatto in Europa. Non può essere contemplata l’ipotesi di un finanziamento discrezionale al biologico, così come previsto dall’accordo parziale raggiunto dal Consiglio Agrifish. Ci aspettiamo -aggiunge- che la proposta della Commissione Ue di inserire nella Pac post 2027 una misura specifica a supporto del bio, resti obbligatoria”.

Per Anabio-Cia, l’eliminazione di tale vincolo rischia di smantellare le basi stesse della coesione europea, lasciando spazio a spinte nazionalistiche e a un quadro normativo frammentato, indebolendo la spinta verso un aumento della produzione biologica europea.

“Ci troviamo di fronte a una scelta miope -continua De Noia- che arriva all’indomani dell’ennesima stagione drammatica per la nostra agricoltura, piegata dall’emergenza climatica. La transizione biologica non rappresenta soltanto una scelta ambientale, ma può essere una risposta concreta alla crisi economica che sta compromettendo pesantemente la tenuta delle aziende agricole. L’Europa -conclude il presidente di Anabio-Cia- deve decidere se guidare l'innovazione basata su salute, sostenibilità e giovani o continuare a guardare indietro. E l’invito finale a tutte le associazioni del bio: serve fare fronte comune”.

“Non si può arretrare sulla Pac -aggiunge in chiusura il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini-. La nostra battaglia continua. Non è questa l’Europa di cui abbiamo bisogno. Servono più fondi e certezze. Senza una Pac forte, non c’è più cibo sicuro, tutela di salute e ambiente, vitalità delle aree interne e futuro delle comunità rurali”.