11 Febbraio 2008

Olio: convegno Oprol-Cia a Ferrandina

Condividi



L'olio extravergine di Ferrandina (cultivar Maiatica) -già diffuso in mercati di nicchia di qualità- è alla conquista di nuovi mercati esteri ed ha bisogno di sostegni per favorire la commercializzazione. E' l'indicazione emersa dal convegno che si è svolto a Ferrandina per iniziativa dell'Oprol-Cia. In Basilicata -ha sottolineato Paolo Carbone, presidente Oprol- le aree in cui l'olivo è più presente sono il Vulture, il Melandro e il Materano con i comuni di Ferrandina, Miglionico, Grottole. Le cultivar più utilizzate sono Ogliarola del Vulture, Coratina, Frantoio, Leccino, ecc. Mentre nel Materano il comune con il patrimonio olivicolo più elevato è Ferrandina.
In Italia il consumo pro-capite di olio è di 14 kg. In testa alle preferenza dei consumatori resta l'extravergine, che negli ultimi dodici mesi ha messo a segno un incremento nelle vendite pari all' 1,4 per cento. Per quanto concerne i prezzi al dettaglio, essi sono rimasti pressoché stabili nei confronti dello scorso anno.
Il nostro Paese resta sempre il secondo produttore europeo di olio di oliva, subito dopo la Spagna. Sono 38 le denominazioni d'origine (Dop e Igp) che hanno avuto il riconoscimento dall'Ue.
In quest'ottica, è importante -afferma la Cia lucana- il recente decreto sull'obbligo di indicare in etichetta la provenienza delle olive utilizzate per la trasformazione. Ciò garantirà il "made in Italy" da tutte quelle falsificazioni che hanno, in passato, ingannato i consumatori.
Carbone ha evidenziato i punti di debolezza della filiera olivicola:
-presenza massiccia di oliveti ultrasecolari e spesso obsoleti, di oliveti ubicati in terreni acclivi e in generale in ambienti pedo-climatici marginali (la cui razionalizzazione richiede il varo del più volte invocato Piano olivicolo nazionale);
-scarsa competitività rispetto alle produzioni olivicole degli altri paesi (imputabile essenzialmente al maggior costo del lavoro, per ridurre il quale bisogna intervenire con la meccanizzazione, con particolare riguardo alla potatura e alla raccolta);
-eccessiva frammentazione fondiaria (non suffragata da adeguate forme di cooperazione. associazionismo e contoterzismo che devono essere promosse finalizzandole sia alla gestione dell'oliveto sia alla commercializzazione del prodotto);
-carenza di manodopera specializzata;
-assenza di un piano organico di sviluppo, assenza di lotta alle frodi, assenza della Dop.
Il pacchetto di proposte della Cia Basilicata prevede una serie di azioni da sviluppare in maniera adeguata. Inoltre, l'Oprol intende anche sviluppare una filiera commerciale che punti a potenziare la commercializzazione della materia prima cercando di creare valore aggiunto al mondo agricolo. E' un progetto triennale che vedrà coinvolta l'associazione con tutti i suoi tecnici che saranno presenti nelle aziende agricole, nei frantoi, nelle sedi periferiche dell'Oprol.