Nelle filiere dei supermercati sfruttamento e povertà
La denuncia dell’Oxfam sull'ingiusta distribuzione dei proventi delle vendite dei prodotti alimentari
La disuguaglianza dilaga inesorabilmente nell’economia globale e il settore agroalimentare non fa eccezione. Al vertice della piramide -sottolinea l’Oxfam nel nuovo rapporto “Maturi per il cambiamento”- i grandi supermercati e i giganti dell’agroalimentare dominano il mercato globale del cibo spremendo fino all’osso le lunghe filiere di produzione per trarne il massimo profitto; alla base, una costante erosione del potere contrattuale dei produttori di piccola scala e dei lavoratori in molti dei Paesi di origine dei prodotti.
Il risultato di questi trend paralleli è la sofferenza umana di cui sono vittime le donne e gli uomini che in tutto il mondo producono il cibo destinato ai supermercati che, secondo l’Oxfam, trattengono una quota crescente del prezzo pagato dai consumatori fino al 50%. Mentre la quota destinata a lavoratori e produttori è spesso pari a meno del 5%. La maggior parte dei lavoratori agricoli, infatti, è pagato pochissimo, anche in Italia, e spesso lavora e vive in condizioni di grave sfruttamento, ai limiti della sopravvivenza.