Maltempo: Cia, aree interne sempre più fragili. Agricoltura al Centro-Sud in ginocchio
Confederazione in ricognizione. Danni nei campi per svariate migliaia di euro. Serve piano nazionale
Presidio costante delle aree interne e più fragili del Paese, manutenzione efficiente e tempestiva di strade, ponti, torrenti e canali, e poi l'integrazione di grandi e piccoli invasi per l’accumulo e una vera gestione della risorsa idrica. Questo serve al Paese attraverso un piano nazionale di coordinamento effettivo che metta insieme enti, istituzioni e corpi intermedi. Così Cia-Agricoltori Italiani, impegnata nella ricognizione dei danni al Centro-Sud frutto dell’ennesimo ciclone che, in soli 5 giorni, ha fatto disastri e una vittima, tra Abruzzo, Puglia e Molise, compromettendone buona parte dell’agricoltura.
Come se non bastasse il carico economico della guerra in Medio Oriente, questi repentini eventi estremi -sottolinea Cia- continuano ad allagare e gelare le campagne, con danni per l’ultimo ciclone al Centro-Sud per svariate migliaia di euro.
Sotto monitoraggio -spiega Cia- le colture di stagione sommerse dall’acqua, soprattutto orticole e le cerealicole, ma c’è preoccupazione anche per i frutteti, i vigneti e gli uliveti, spazzati dal vento. Si teme per gli effetti dell’umidità, fonte di fitopatie difficili da recuperare, e per quelli delle gelate. In Puglia compromesse anche le operazioni di contrasto della Xylella, mentre in Calabria sul territorio di Rocca Imperiale, il maltempo ha distrutto i fiori di decine di ettari di frutteti, così in Abruzzo dov’è in forte sofferenza la produzione di pesche, albicocche e ciliegie. In generale risulta compromessa l’annata in corso e a rischio quella del prossimo anno.
L’anticiclone dovrebbe arrivare a placare il maltempo entro il fine settimana, l’Italia però continua a contare altri crolli di infrastrutture ed evacuazioni, per l’imprevedibilità del clima, ma anche -chiosa Cia- per un territorio allo stremo delle sue forze. Basti pensare a quanto accaduto, in questi giorni, al fiume Trigno in Molise, al bacino del Sangro e del Pescara, in Abruzzo, al bacino del Fortore e del Cervaro, in Puglia.
Con oltre metà Paese di nuovo tra rischi e disagi e una regione su 4 in stato d’allerta significativa, serve subito -ribadisce e conclude Cia- una strategia coordinata che integri azioni e risorse straordinarie, per supportare i comuni e le aziende agricole più colpite, a un piano nazionale di gestione del territorio e delle risorse idriche, mettendo in cima all’agenda del Paese la tutela delle aree rurali sempre più a rischio abbandono.