28 Luglio 2026

Lupo: Cia Belluno, o si risolve il problema o si andrà incontro al disastro

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“Un disastro”. Così il presidente di Cia Belluno, Rio Levis, in merito alle ultime predazioni del lupo nell’area di Malga Faverghera, in Nevegal. “Questi episodi -commenta- sono soltanto gli ultimi in ordine di tempo di una lunga serie avvenuti nel territorio bellunese. Ritenevamo che il passaggio di questo animale da specie rigorosamente protetta a protetta permettesse di gestire il continuo aumento della relativa popolazione”. In teoria, adesso le Istituzioni competenti dispongono di un maggior potere decisionale; ovvero, sono (o meglio, sarebbero) nelle condizioni di autorizzare l'abbattimento mirato di singoli esemplari qualora i metodi di prevenzione fallissero.

“Tuttavia, constatiamo che manca la volontà politica di portare avanti tali attività”, aggiunge lo stesso presidente. “Come se nessuno volesse prendersi la responsabilità di affrontare, e risolvere una volta per tutte, questo grave problema”.

“Agli allevatori si fa sempre la morale -prosegue- e vengono passati per poco o nulla professionali. Ci si dimentica, però, che il presidio delle Terre Alte viene garantito proprio da loro, soprattutto nella stagione estiva. Chiediamo a gran voce il rispetto e la tutela del loro lavoro, di modo da assicurare una continuità di salvaguardia ambientale, oltre che economica e sociale”. Cia Belluno, infine, pone la questione di “un confronto immediato con gli attori del sistema. Altrimenti decine di presìdi agricoli decideranno di chiudere le medesime attività, con danni incalcolabili per il bellunese”.