06 Novembre 2026

Legge di Bilancio, Anp-Cia: i conti non tornano neanche per i pensionati

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Il presidente Valentino: “Minime ferme, tagli alla rivalutazione e disparità fiscale. Senza risposte sanità e non autosufficienza. Non ci siamo”

Il disegno di legge di Bilancio 2027, approvato dal Consiglio dei ministri, contiene alcuni interventi positivi, ma nel suo insieme non offre risposte adeguate ai bisogni dei pensionati e delle persone anziane. Dunque, i “conti non tornano” neanche per Anp, l’Associazione nazionale pensionati di Cia-Agricoltori Italiani, che indubbiamente comprende i vincoli della finanza pubblica e le difficoltà del quadro economico, ma non può condividere scelte a scapito, ancora una volta, di chi ha lavorato per una vita.

“Vogliamo una manovra più equa, capace di tutelare il potere d’acquisto e la dignità delle persone anziane -commenta il presidente nazionale di Anp-Cia, Matteo Valentino-. Apprezziamo la riduzione dell’Irpef, ma non basta. Il voucher salute lo consideriamo un aiuto, ma siamo ben lontani dal rafforzamento del Servizio sanitario nazionale”.

FISCO - Sul fisco, Anp-Cia, intravede forse un passo avanti, ma resta una disparità da correggere: la riduzione dell’aliquota Irpef al 33%, per la fascia media, è un intervento positivo. Non è sufficiente, però, a superare un’evidente disparità di trattamento: i pensionati continuano a essere assoggettati alla tassazione ordinaria, mentre per una parte dei lavoratori autonomi è previsto un regime agevolato e si prospetta un ulteriore innalzamento della soglia della flat tax dagli 85 mila euro attuali fino a 100 mila euro. “A parità di reddito -chiosa Valentino- il prelievo fiscale può risultare molto diverso: un divario per noi ingiusto e da superare”.

PENSIONI - Le minime sono, con tutta evidenza, lontane da una soglia dignitosa e le rivalutazioni sono state tagliate. L’aumento stimato del 2,9% porterebbe l’assegno a circa 629,59 euro. In assenza della proroga della maggiorazione straordinaria, l’incremento effettivo si ridurrebbe a circa 10 euro netti al mese: una cifra del tutto insufficiente rispetto al costo della vita. Anp-Cia ribadisce fino allo sfinimento che occorre portare le minime ad almeno 800 euro netti mensili. Quanto alle rivalutazioni, le riduzioni si trascinano nel tempo: per gli assegni tra quattro e cinque volte il minimo, l’indicizzazione scende dal 90% all’85% con percentuali ulteriormente ridotte per gli importi più elevati. Non si tratta di un risparmio neutro o limitato a un solo anno: ogni minore rivalutazione incide sulla base dell’assegno e produce una perdita che si trascina nel tempo. Si penalizzano così anche pensionati con redditi medi, proprio mentre il costo della vita continua a comprimere il potere d’acquisto.

RICAMBIO GENERAZIONALE - Nessuna solidarietà tra anziani e giovani. I risparmi ottenuti, penalizzando il ceto medio dei pensionati, non vengono utilizzati in favore di chi è più in difficoltà: non servono, a esempio, ad aumentare la rivalutazione delle pensioni minime e più basse, né a rinnovare le maggiorazioni. “Un sacrificio, che non guarda neanche al futuro -sottolinea il presidente nazionale di Anp-Cia-. Nella manovra non si intravedono maggiori risorse per la scuola pubblica e la formazione. Altro che equità intergenerazionale”.

SANITA’ - Un voucher non può sostituire un servizio pubblico che va rafforzato. I 300 euro di plafond previsti, destinati agli over 75 con pensioni fino a 28 mila euro, possono rappresentare un aiuto immediato per chi deve sostenere spese di cura, ma è un contributo circoscritto che non riduce le liste d’attesa, non garantisce personale e non migliora l’assistenza nei territori. Le risorse indicate per questa misura, pari a 1,6 miliardi, non si traducono in un corrispondente rafforzamento diretto del Servizio sanitario nazionale. Anche i 2,4 miliardi aggiuntivi per la sanità vanno valutati considerando che una parte consistente è assorbita da impegni già previsti, a partire dai rinnovi contrattuali. Intanto, la spesa sanitaria pubblica è destinata a scendere sotto il 6% del Pil. Servono investimenti strutturali, personale, servizi territoriali e Case della Comunità realmente funzionanti, soprattutto nelle aree interne.

NON AUTOSUFFICIENZA - Manca ancora il sostegno necessario. La proroga della sperimentazione della prestazione universale e l’innalzamento della soglia Isee non possono sostituire il finanziamento della riforma e una reale semplificazione dell’accesso agli aiuti.

“Durante l’iter parlamentare -conclude il presidente di Anp-Cia, Matteo Valentino- continueremo a chiedere modifiche concrete alla manovra. La dignità delle persone anziane non può essere affidata a interventi una tantum o a promesse. Servono scelte strutturali e un sistema di welfare capace di non lasciare sole le persone e le famiglie".