14 Marzo 2023 | News

La filiera agroalimentare chiede l’accesso alle nuove tecniche genomiche

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Il commento di Cibo per la mente, sottoscritto anche da Cia. L’Italia faccia la sua parte per favorire la semplificazione della normativa

La filiera agroalimentare è compatta nel considerare le nuove tecniche genomiche (NGTs, in Italia note anche come TEA, Tecniche di Evoluzione Assistita) imprescindibili per il futuro dell’agricoltura, come emerge dal Position Paper presentato oggi dal Cluster Agrifood Nazionale, in collaborazione con CREA e Federchimica Assobiotec. “Semplificare la regolamentazione a livello europeo è un’azione fondamentale per favorire l’accesso a questi preziosi strumenti di innovazione. Auspichiamo che l’Italia confermi un approccio finalizzato a garantire una normativa chiara, lineare e in tempi certi e brevi, che ci consenta di cogliere questa importante opportunità”. Questo il commento di Cibo per la mente, il Manifesto per l’innovazione in agricoltura sottoscritto da 15 associazioni (Aisa, Federchimica Agrofarma, API, Assalzoo, Assica, Assitol, Federchimica Assobiotec, Federchimica Assofertilizzanti, Assosementi, Compag, Cia-Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Copagri, UNAItalia, Uniceb).

L’attuale legislazione applicabile alle NGTs risale a più di vent’anni fa e non è più adeguata a recepire i vantaggi di queste tecnologie. Le istituzioni europee sono chiamate ad adottare una regolamentazione che ci consenta di disporre dell’innovazione necessaria a superare le criticità che stiamo affrontando -è la posizione condivisa-. Abbiamo le soluzioni per farlo, ma dobbiamo poterle applicare. Ci aspettiamo che la politica italiana giochi un ruolo importante a sostegno di questa decisione, perché non possiamo permetterci di ignorare le opportunità offerte dalle NGTs nel garantire la sicurezza degli approvvigionamenti”.

Al tempo stesso, aggiungono le 15 associazioni tra cui Cia, “non possiamo prescindere dal rilancio della ricerca pubblica in campo. In Italia abbiamo un know-how che va sostenuto e potenziato attraverso investimenti significativi. Per troppo tempo la sperimentazione in campo è rimasta un tabù. È giunto il momento di invertire questa tendenza e di contrastare la cultura antiscientifica. È fondamentale, quindi, favorire una corretta informazione, per aiutare l’opinione pubblica a superare determinati preconcetti. Il nostro settore non può prescindere dall’innovazione se vuole assicurare la sostenibilità ambientale ed economica dell’agricoltura”.


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