26 Maggio 2005

La Cia della Calabria si interroga sul futuro dell'agricoltura

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Si è tenuta ieri a Catanzaro l'assemblea della Cia della Calabria per fare il punto sulla nuova legislazione regionale e per mettere in cantiere iniziative idonee allo sviluppo dell'agricoltura. All'assemblea ha partecipato il presidente nazionale della Confederazione, Giuseppe Politi, il quale nelle sue conclusioni ha illustrato la proposta della Cia per " un nuovo patto con la società ".
Politi si è soffermato sui vari passaggi della politica agricola comunitaria, mettendo in evidenza come l'agricoltura e gli agricoltori si siano sempre positivamente adoperati per raggiungere gli obiettivi posti dalle varie riforme varate dall'Unione europea dal dopoguerra ai giorni nostri.
"Nell'attuale situazione, l'agricoltura -ha detto Politi- è chiamata ancora una volta ad intensificare la sua missione che oltre a quella principale, di produzione di beni alimentari, si estende alla difesa dell'ambiente, alla manutenzione del territorio, alla salvaguardia della salute dei consumatori.
"Da ciò –ha detto ancora il presidente nazionale della Cia- scaturisce un bisogno di nuovi rapporti con tutte le componenti della società moderna e proprio su questo è incentrata la proposta di "un nuovo patto con la società". Concludendo, il presidente Politi ha espresso la propria soddisfazione per la buona riuscita dell'assemblea e per la qualità delle proposte presentate alla nuova Giunta regionale.
All'iniziativa erano presenti il presidente della Cia regionale, Giuseppe Mangone, l'assessore regionale all'agricoltura, Mario Pirillo, nonchè tecnici e dirigenti provinciali e regionali della Confederazione.
Nell'introdurre i lavori, Mangone si è soffermato sui fondi comunitari e sul finanziamento dell'apparato burocratico amministrativo. "Da noi -ha esordito- più che altrove, l'inefficienza della burocrazia rappresenta un vero e proprio ostacolo allo sviluppo.
"L'avvio del Por 2000/2006 avrebbe richiesto -ha poi continuato Mangone- un rapido adeguamento del personale e una seria ristrutturazione degli uffici. Si e' perso troppo tempo con conseguenze molto negative per il funzionamento del sistema. I dati sulla spesa, alla data del 10 maggio 2005, evidenziano che, a fronte della spesa prevista di oltre ottocento milioni di euro, si sono realizzati impegni per soli trecentoquarantotto milioni e liquidazioni per circa trecento milioni di euro. Al 31 dicembre 2005, per evitare il disimpegno automatico, bisogna effettuare liquidazioni, rendicontare oltre quattrocento milioni di euro. Mancano, cioè, circa 116 milioni di euro. Vi sono alcuni aspetti che per alcune misure sono, ormai, delle emergenze. Ad esempio, la misura 4.14 (primo insediamento giovani agricoltori) realizzata per oltre il 90 per cento, in termini di spesa erogata, in parte e' messa a rischio per la mancata realizzazione dei corsi di formazione rivolti ai giovani che hanno ricevuto il premio ma non hanno conseguito il titolo di imprenditori agricoli.
"Per affrontare il problema, ribadiamo -ha sottolineato Mangone- la nostra richiesta di emanazione di un apposito bando con il fondo sociale europeo. Per i Pif e' urgentissimo completarne l'istruttoria per dare risposte certe a tutti i partenariati. Occorre, poi, una verifica sullo stato di attuazione di tutte le misure in rapporto ai Progetti presentati per realizzare una eventuale rimodulazione delle risorse. Inoltre, deve essere migliorato il funzionamento del Consiglio regionale e delle Commissioni Consiliari per rendere piu' spedito l'iter di approvazione delle leggi".
Il presidente Mangone si e' anche soffermato sul problema della criminalità, sulla questione ambientale, sull'accesso al credito, sul funzionamento dell'Arssa, chiedendo all'assessore Pirillo una maggiore attenzione verso l'agricoltura con la realizzazione degli impegni assunti per la concertazione e per la funzionalità del tavolo agroalimentare regionale.
L'assessore regionale all'Agricoltura, Mario Pirillo, nel suo intervento ha fatto una disamina della situazione del settore agricolo calabrese. "Bisogna -ha detto- ripartire da dove abbiamo lasciato alcuni anni fa. Non credo che si possa venire a capo della vicenda in una situazione che si e' complicata. Ho dovuto già revocare qualcuno dei progetti dei fondi strutturali perché per ognuno ne erano stati attivati solo tre o quattro, con risorse che sarebbero rimaste inevase e non spese".
A margine dell'Assemblea, il presidente Politi ha incontrato l'assessore regionale all'agricoltura, Pirillo, al quale ha esposto le proposte della Cia perché anche in Calabria si possa avviare un adeguato e concreto piano di sviluppo.
"Lo stato dell'agricoltura calabrese -ha detto Politi- ha messo in evidenza un dato significativo: si è prodotto di più, ma il reddito degli agricoltori è diminuito. Con il risultato che gli agricoltori hanno investito e si sono indebitati anche con il sistema bancario".
Pirillo, dal canto suo, ha anticipato che il presidente della Giunta regionale, Agazio Loiero, ha deciso di convocare, a breve, una conferenza stampa per informare l'opinione pubblica sull'eredità lasciata dal governo precedente e per illustrare le proposte necessarie per avviare a soluzione i molteplici problemi dell'agricoltura calabrese.