08 Febbraio 2006

L' agricoltura in crisi: serve una decisa politica di svolta e l'avvio di un forte impegno unitario delle organizzazioni

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"L'agricoltura italiana esce da un anno, il 2005, che ancora una volta ha confermato problemi e difficoltà. Il settore si trova a fare i conti con una profonda crisi strutturale. I produttori sono alle prese con costi di produzione e previdenziali sempre più onerosi, con prezzi praticati sui campi in costante e preoccupante discesa (meno 4,4 per cento), con redditi pressoché dimezzati (meno 9,6 per cento). Uno scenario complesso e per certi versi drammatico. Il 2006 non si è, quindi, certo sotto i migliori auspici. Troppe nubi nere si addensano sulle imprese agricole. Mancano prospettive. Non ci sono reali certezze". Lo ha affermato il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi intervenendo oggi a Roma all'Assemblea della rete tematica dei circoli "Nuovagricoltura", aperta da una relazione di Paolo De Castro e alla quale hanno parlato Francesco Rutelli, Romano Prodi e Massimo D'Alema.
Davanti ai grandi cambiamenti che caratterizzano lo scenario socio-economico e alle pesanti difficoltà delle imprese agricole, Politi ha rilanciato la Costituente dell'agricoltura e ha sottolineato la necessità di "un progetto nuovo per il settore. Un progetto di ampio respiro che consenta ai produttori di riprendere la via dello sviluppo e della competitività. C'è l'esigenza di un confronto alto sull'agricoltura. E dovrà essere tra gli impegni prioritari della prossima legislatura. Si dovrà delineare un'azione condivisa nei confronti del quale le istituzioni e le rappresentanze agricole possano assumere le proprie responsabilità, impegnandosi a realizzarla".
"Le crescenti e gravi difficoltà dell'agricoltura italiana devono trovare -ha sottolineato il presidente della Cia- un forte impegno unitario ed una decisa risposta di tutto il mondo agricolo. Un impegno in grado di dare impulso al settore e soprattutto per sostenere i produttori agricoli che da tempo chiedono chiarezza di interventi e politiche realmente mirate. Bisogna, quindi, creare le giuste premesse per sviluppare l'azione unitaria tra le organizzazioni agricole. L'unità che la Cia propone in questa delicata e complessa fase è quella che parte dalle reali esigenze delle imprese agricole, degli imprenditori agricoli e di quanti hanno relazioni con la produzione agricola".
"Senza misure valide, senza interventi mirati, senza politiche incisive, c'è il rischio -ha concluso Politi- di un tracollo. E questo non lo vogliamo assolutamente. Ci appelliamo, dunque, alle istituzioni, alla società, all'intero Paese affinché si guardi all'agricoltura con un'attenzione diversa, per uscire da una crisi dai contorni drammatici, da un'emergenza divenuta ormai soffocante".