29 Maggio 2026

Grano duro: Cia Sud Sardegna, campi a rischio abbandono e Cun sottoaccusa

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Se le tendenze attuali non verranno invertite con urgenza, il vero problema del prossimo futuro non sarà il valore di mercato del grano, ma l'assoluta mancanza di agricoltori disposti a seminarlo. Il drammatico grido d'allarme arriva da Cia-Agricoltori Italiani Cagliari Sud Sardegna, che fotografa una realtà al collasso per le campagne isolane, con particolare sofferenza nel Medio Campidano.

L’estinzione della coltura del grano accentua lo spopolamento di interi territori e la tenuta delle aree rurali: senza attività economiche e servizi diventa inesorabile anche la scomparsa di intere comunità.

I NUMERI DELLA CRISI: PERDITE FINO A 360 EURO PER ETTARO

L'analisi economica basata sui dati ufficiali ISMEA evidenzia un divario insostenibile tra costi vivi e remunerazione. Nel Sud Italia, la coltivazione del grano duro richiede investimenti strutturali prossimi ai 32 euro al quintale (stima calcolata a settembre 2025, antecedente ai recenti rincari globali causati dai conflitti in corso), a fronte di una resa media in Sardegna di circa 30 quintali per ettaro.

Il paradosso si consuma con le ultime quotazioni della CUN (Commissione Unica Nazionale) Grano Duro che, nella seduta del 25 maggio, ha fissato per le Isole un prezzo del convenzionale di circa 23 euro al quintale. Sottratte le spese logistiche obbligatorie di stoccaggio e trasporto, il ricavo reale netto per i produttori crolla a soli 20 euro al quintale.

Mantenendo gli stessi 28mila ettari coltivati in Sardegna, il comparto si trova a fronteggiare un deficit di 12 euro al quintale, traducendosi in una perdita secca di 360 euro per ettaro e un profondo rosso complessivo regionale superiore ai 10 milioni di euro. Una dinamica che di fatto istituzionalizza il fallimento della cerealicoltura sarda.

LA COMMISSIONE UNICA NAZIONALE SUL BANCO DEGLI IMPUTATI

Al centro della dura contestazione di Cia si posiziona la Commissione Unica Nazionale (CUN). Nata con il mandato teorico di garantire trasparenza, equità e tutela per la parte più vulnerabile della filiera - i produttori -, sta producendo l'effetto diametralmente opposto.

Invece di correggere le storture del mercato e bilanciare i rapporti di forza, l'organismo si è trasformato in un mero registratore passivo delle dinamiche al ribasso, finendo per schiacciare i listini. Secondo la CIA Cagliari Sud Sardegna, la questione ha ormai superato i confini tecnici per diventare un'emergenza prettamente politica, in cui il rischio d'impresa viene scaricato interamente ed esclusivamente sulle spalle dei coltivatori.

LE RICHIESTE DI CIA: TRE INTERVENTI PER SALVARE IL COMPARTO

Per uscire dall'emergenza e restituire dignità economica al lavoro nei campi, la Confederazione formula tre precise e non rinviabili richieste di intervento istituzionale:

•          Riforma Radicale della CUN:  La Commissione deve abbandonare il ruolo di spettatore passivo e riassumere una funzione attiva di bilanciamento della filiera agroalimentare.

•          Meccanismi di Salvaguardia Cogenti: Introduzione di tutele vincolanti che aggancino i prezzi minimi di vendita ai costi vivi di produzione, dando piena e reale efficacia al Decreto Legge in materia di contrasto alle pratiche commerciali sleali.

•          Tracciabilità Totale dei Prodotti Sardi: Una legge rigorosa che vincoli i disciplinari di produzione dei "prodotti tradizionali sardi" all'utilizzo esclusivo di materie prime coltivate in Sardegna, grano incluso.

"Non  è possibile  sbandierare  concetti  come la qualità del  Made  in  Italy  o  la  sovranità  alimentare  se  si  permette  il progressivo impoverimento della base produttiva -sottolinea la dirigenza di Cia-. La difesa del reddito dei coltivatori è il primo, imprescindibile tassello per salvare il futuro rurale della Sardegna".

La Sardegna può dare un contributo a condizione che venga garantita continuità produttiva al settore con politiche di sostegno, in deroga anche alla disciplina ordinaria sugli aiuti di stato, che rendano remunerative per le aziende le produzioni.

Convocazione Assemblea Pubblica e Mobilitazione

Per rispondere a questa emergenza, la Cia Cagliari Sud Sardegna ha organizzato un' assemblea aperta alla società civile, ai produttori, ai sindaci e assessori del territorio e a cui  parteciperà l’assessore regionale dell’Agricoltura, Francesco Agus, che si terrà venerdì 5 giugno a Serrenti, alle ore 17.00, presso il locali EXMA in via Nazionale, 280. L'incontro segnerà l'avvio ufficiale di una forte e determinata mobilitazione sindacale a tutela della dignità e della sopravvivenza economica delle imprese agricole isolane.