02 Ottobre 2020 | News

Grano duro: Cia, basta rinvii su istituzione CUN. Serve più trasparenza prezzi

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Incomprensibili i cali di listino delle borse merci. Semplificare meccanismi di rappresentanza

Il settore cerealicolo aspetta da tempo l’istituzione della CUN del grano duro, la Commissione Unica Nazionale che potrebbe garantire una maggiore trasparenza nelle relazioni contrattuali tra gli operatori di mercato e nella definizione dei prezzi. Cia-Agricoltori italiani torna, così, a sollecitare le istituzioni perché si ponga fine ai continui rinvii e si contribuisca a fare chiarezza sugli incomprensibili cali di listino delle borse merci, dove le quotazioni del grano duro di tutta Italia non raggiungono i costi di produzione in campagna.

Per Cia è necessario che si superino i farraginosi e complessi processi per la costituzione del collegio dei Commissari e si introduca reale semplificazione nei meccanismi di rappresentanza, ricorrendo magari ai CAA di riferimento liberamente scelti dagli agricoltori e che possono assicurare massima trasparenza, numeri certi e conosciuti dall’amministrazione.

Quanto alle persistenti tendenze al ribasso, a Cia appaiono ancora del tutto ingiustificate, come inadeguate le risposte fino a ora ricevute dalle borse merci. Dunque, anche a fronte delle mobilitazioni dei cerealicoltori a Foggia, davanti la più importante borsa merci di riferimento, è tempo di porre fine alle lungaggini della politica che sta ingessando l’istituzione di uno strumento moderno e potenzialmente in grado di assicurare maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi.

Cia chiede che si acceleri il percorso di insediamento della CUN, soprattutto nel rispetto del lavoro degli agricoltori. Non si può continuare a mortificare i produttori di grano duro, già colpiti da un’annata agraria difficile, con siccità e gelate che hanno messo a dura prova la coltura, segnata da rese molto basse seppur con un ottimo contenuto proteico. Senza dimenticare, conclude Cia, l’impegno in campagna assicurato anche durante il lockdown, affinché l’industria della pasta continuasse ad alimentare la filiera con il 100% di grano italiano, eccellenza del Made in Italy e prodotto che continua a trainare le vendite sul mercato nazionale.


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