03 Aprile 2025

Grano: Cia Puglia, con crollo quotazioni cerealicoltura a rischio fallimento

#prezzi #cereali #crisi
Condividi

Alla Borsa Merci di Bari decrementi di 6 euro e addirittura meno 8 euro a Foggia

“Le quotazioni del grano duro italiano mortificano il lavoro dei nostri cerealicoltori. Veniamo da tre anni disastrosi per il settore cerealicolo, con prezzi di produzione in continuo aumento e redditività per i produttori in continua discesa. In questo modo, non solo il futuro, ma anche il presente della cerealicoltura italiana è a serio rischio di fallimento”.

È con queste parole che Gennaro Sicolo, vicepresidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani e presidente regionale della Puglia per l’organizzazione, commenta il crollo delle quotazioni del grano duro registrato dalle Borse Merci di Bari e di Foggia. Martedì 1 aprile, a Bari, il grano duro “fino” è stato quotato a 324-329 euro alla tonnellata, vale a dire 6 euro in meno rispetto alla settimana precedente. Il 2 aprile, a Foggia, lo stesso fino è stato valutato 322-327 euro alla tonnellata, con un decremento di 8 euro rispetto all’ultima seduta di marzo.

“Il valore di riferimento accordato al prodotto di punta della nostra cerealicoltura è ancora troppo basso. Gli scenari internazionali stanno lentamente cambiando, ma l’Europa appare ancora sotto scacco, incapace di riattivare dinamiche utili a rilanciare e tutelare la propria agricoltura. È uno scenario sinceramente inaccettabile”, aggiunge Sicolo. “Siamo tornati alle quotazioni dei tempi più cupi della cerealicoltura italiana, ma i costi per produrre il grano invece sono stati continuamente aggiornati con una serie di aumenti insostenibili. Per non parlare delle mutate condizioni climatiche che hanno fatto crescere in modo esponenziale i rischi d’impresa per le aziende agricole, con eventi calamitosi sempre più frequenti e ravvicinati. Sono cresciuti anche i costi per le polizze assicurative sulle calamità naturali. Tutto aumenta, perfino pane e pasta mantengono un livello molto elevato di prezzi, a essere penalizzati, dunque, sono soltanto i consumatori e gli agricoltori”. Cia-Agricoltori Italiani, sia a livello nazionale sia attraverso la mobilitazione costante e continua di Cia Puglia sul territorio, negli ultimi tre anni ha sollevato con forza la questione cerealicola: petizioni, manifestazioni e un dialogo fitto con le istituzioni a tutti i livelli hanno più volte rimarcato il rischio di una vera e propria “desertificazione” economica per la cerealicoltura italiana.

Le importazioni massicce, lo squilibrio lungo la catena di filiera a tutto svantaggio dei produttori, la crescita dei costi di produzione, la siccità e le croniche lacune infrastrutturali subite dalla nostra agricoltura stanno mettendo a serio rischio la nostra cerealicoltura, con disinvestimenti resi ormai evidenti dalla diminuzione dei terreni seminati a grano.

“Stiamo lottando con tutte le nostre forze per Granaio Italia e l’attivazione del Registro Telematico. Continueremo a batterci in questa direzione e siamo ancora più convinti che servano ulteriori azioni e anche una presa di posizione forte da parte dei consumatori. E allora lo ripetiamo: scegliete solo pasta realizzata al 100% con grano italiano. Ci aspettiamo che anche il Governo nazionale respinga l’azione delle lobby che stanno mettendo a repentaglio la nostra sovranità cerealicola appoggiando le proprie speculazioni con un ricorso massiccio alle importazioni di grano dall’estero. Invitiamo il Governo a promuovere il consumo della pasta realizzata al 100% con grano italiano”.