22 Novembre 2023 | dal Territorio

Gestione rischio: Cia Imola, provvedimento che penalizza aziende già in crisi

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Il commento della presidente Tampieri all'indomani della pubblicazione del DM che abbassa la percentuale del contributo per la stipula delle polizze agevolate

"Non è possibile che gli agricoltori, colpiti da una contrazione di produttività e redditi senza precedenti dovuta agli eventi climatici catastrofali, si assumano quasi totalmente il rischio in agricoltura" -commenta Luana Tampieri, presidente di Cia-Agricoltori Italiani Imola, all’indomani della pubblicazione del Decreto Ministeriale del Masaf (DM n. 643065 del 21/11/2023) che abbassa la percentuale del contributo per la stipula delle polizze agevolate dal 70% al 40%. 

L’approvazione è arrivata ieri pomeriggio come una doccia fredda dopo che l’intero sistema Cia si era mobilitato: il presidente nazionale, Cristiano Fini che aveva inviato una lettera al ministro Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida in cui dichiarava la sua preoccupazione per il mancato stanziamento delle risorse necessarie e una riduzione dell’aliquota prevista. Anche a livello regionale, dopo due annate agrarie difficilissime, con la produttività e i redditi delle aziende letteralmente in balia di eventi climatici di natura catastrofale, il presidente Stefano Francia aveva chiesto: “Di garantire il sostegno del 70% per il 2023 e le annate precedenti, perché senza questa agevolazione non riuscirebbero a fare fronte ai costi necessari alla gestione del rischio”. 

Richieste che non sono state accolte, almeno per il momento, dal Ministero e che avranno pesanti ripercussioni sulla tenuta dell’economia agricola in un territorio imolese pesantemente colpito dagli eventi climatici. 

"Trovo che l’abbassamento del contributo -sottolinea Tampieri- sia una scelta paradossale e in totale “controtendenza” che non risponde certamente agli interessi delle aziende agricole e nemmeno agli obiettivi del Piano Strategico della Pac che prevede, invece, un incremento dell’utilizzo degli strumenti assicurativi. Come si può dare meno agevolazioni agli agricoltori quando ogni anno aumenta il numero e l’intensità dei fenomeni atmosferici? Nell’imolese buona parte della produzione frutticola era già compromessa prima dell’alluvione, dopo le gelate di marzo e aprile e poi, dove non ci sono stati fenomeni alluvionali o franosi evidenti, è stato comunque l’eccesso di pioggia a fare il resto dei danni. Se non ci fossero stati gli strumenti assicurativi -continua la presidente di Cia Imola- la situazione adesso sarebbe ancora peggiore e davvero rischieremmo il collasso del nostro sistema agricolo territoriale. In questa situazione, con le polizze che, comunque erano già onerose anche con il contributo pieno del 70%, assicurarsi diventa davvero proibitivo. Poi, certo, nel Decreto viene lasciata aperta una porta quando si afferma, nell’articolo 21: “A fronte di eventuali riassegnazioni, la percentuale di contribuzione pubblica potrà essere integrata sino alla concorrenza del massimale previsto dal PGRA 2023".

"Come associazione -conclude Tampieri- lavoreremo proprio sulla possibilità di ottenere altre risorse per riportare il livello di agevolazione a quello di prima. Altrimenti lo scenario concreto è che non ci sia solo un abbandono del sistema assicurativo per la gestione del rischio ma anche di importanti colture del territorio, con ripercussioni economiche e sociali incalcolabili”. 

 

 


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