01 Ottobre 2026

Florovivaisti Italiani-Cia: redditività al collasso. Niente transizione green con bilanci in rosso

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La presidente Milone dall'Assemblea confederale in Calabria: "Serve sblocco decreti attuativi legge quadro e gestione emergenze fitosanitarie"

La redditività del comparto è al collasso. Non si può chiedere agli agricoltori di guidare la transizione ecologica, mentre sono costretti a vendere al di sotto dei costi di produzione. È l’allarme lanciato da Emanuela Milone, Presidente dell’Associazione Florovivaisti Italiani all’Assemblea di Cia Calabria a Crotone, alla quale hanno preso parte il presidente nazionale, Cristiano Fini, e regionale Nicodemo Podella, insieme alle istituzioni locali.

Il florovivaismo rappresenta un pilastro strategico dell'agricoltura nazionale: 8,6% del valore della produzione agricola italiana. Oltre 3,2 miliardi di euro di fatturato e 100 mila addetti specializzati. Il tutto concentrato appena nello 0,35% della Superficie Agricola Utilizzata (SAU).

"Siamo l'innesco naturale della transizione verde e dell'agroalimentare -ha sottolineato Milone-. Ciò nonostante lavoriamo in un'equazione impossibile. L'entrata in vigore della legge quadro, lo scorso 27 agosto, rischia di rimanere un’operazione vuota se non si accelerano subito i decreti attuativi."

Come più volte sottolineato dall’Associazione, a pesare sulle aziende, dal 2020 a oggi, sono i rincari su materie prime, substrati ed energia, affiancati da una forte pressione burocratica: dalla revoca delle molecole fitosanitarie senza alternative efficaci, fino all'imminente obbligo del Quaderno di Campagna Digitale (al via dal 1° gennaio 2027) e all'ipotesi di tassare i vasi di coltura come imballaggi anziché mezzi di produzione.

Poi ci sono le emergenze territoriali e parlando dal palco di Crotone, Milone si è soffermata sul recente ritrovamento di Xylella in Calabria. “Va riconosciuta all’Assessorato regionale all’Agricoltura la prontezza nell’atto vare la cabina di regia per l'eradicazione, ma attenzione-ha concluso- al monitoraggio che deve essere costante e continuo per tutelare un vivaismo d'eccellenza certificato a livello europeo. Resta urgente, infine, un piano di manutenzione del territorio contro dissesto e siccità, non dimentichiamo la scorsa stagione di disastri. Invasi e infrastrutture idriche sono una priorità”.