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Elezioni: gli agricoltori di Cia incontrano i candidati sindaco di Roma
21 Settembre 2021

Carlo Calenda, Roberto Gualtieri e Virginia Raggi a confronto su temi e criticità settore

Le relazioni tra amministrazione e organizzazioni sindacali agricole, lo snellimento della burocrazia elefantiaca nella capitale, la necessità di un assessore dedicato e, soprattutto, la valorizzazione del settore primario considerato che Roma è il più grande comune agricolo d’Europa, con 50 mila ettari coltivati e un valore di oltre mezzo milione di euro per la città. Questi i temi al centro dell’incontro, oggi, tra Cia-Agricoltori Italiani e i candidati sindaco Carlo Calenda, Roberto Gualtieri e Virginia Raggi, in vista delle amministrative del 3 e 4 ottobre. A coordinare i lavori, mettendo sul tavolo temi e criticità, il presidente di Cia Roma, Riccardo Milozzi.

“Per Roma vogliamo l’eccellenza e non dimentichiamo la sua vocazione agricola -ha detto Carlo Calenda nel suo intervento-. Ecco perché, nel nostro piano, il Comune deve avere un assessore all’Agricoltura. L’obiettivo è quello di modernizzare il comparto, per renderlo sempre più innovativo e attrattivo; sostenere e aumentare il presidio degli agricoltori, anche per far fronte alla fauna selvatica; semplificare la burocrazia, ad esempio per ottenere in tempi rapidi i cambi di destinazione d’uso per far aprire nuove ricettività all’interno delle aziende incentivando agriturismi e attività multifunzionali”. Secondo Calenda, “non serve un marchio Roma costruito appositamente, tutti i marchi ad hoc falliscono miseramente. Piuttosto, per sostenere il settore primario, serve un sistema che vincola chi vince gare per le mense scolastiche a usare prodotti locali e a km 0, oppure favorire anche in centro storico, nella ristorazione, la scelta di prodotti tipici e tradizionali”. Per fare tutto questo, ha concluso, tavoli di concertazione con la rappresentanza sono fondamentali. Gli obiettivi si raggiungono lavorando insieme”.

Anche per Roberto Gualtieri c’è bisogno di un patto con gli agricoltori per costruire strategie condivise e fare della Roma agricola un modello e un motore dello sviluppo, non solo dal punto di vista produttivo, ma anche della sostenibilità e dell’innovazione”. Il settore primario “non è marginale, è un asset fondamentale che va promosso sempre di più”, per esempio con la cura e la manutenzione del verde urbano affidata agli agricoltori e poi con la tutela dei terreni agricoli contro il consumo di suolo e con la valorizzazione dell’agroalimentare locale di qualità”. In questo senso, ha continuato Gualtieri nel suo discorso, è necessario combattere le lentezze e l’inefficienza della burocrazia. Vogliamo una città più semplice, con una diversa organizzazione degli uffici, lavorare con lo strumento della Conferenza dei servizi. Roma, cioè, deve passare dal primato delle procedure al primato dell’obiettivo”.

E di obiettivi ha parlato anche l’attuale sindaca, Virginia Raggi, sottolineando come le richieste avanzate dagli agricoltori sono in parte già state accolte attraverso la recente approvazione del Piano Agrifood”. Un piano, ha ricordato, per “potenziare la filiera agroalimentare e la filiera corta; garantire l’accesso alle risorse e il supporto alle aziende agricole, soprattutto di giovani e donne; promuovere la specificità dei territori; ridurre gli sprechi con la redistribuzione delle eccedenze di cibo; valorizzare il suolo e il paesaggio per lo sviluppo sostenibile; incoraggiare la crescita di agriturismi e agriasili; incentivare la diffusione di energia verde”. L’agricoltura “è nel dna di Roma” e “bisogna spingere su questo focus -ha proseguito Raggi-. Stiamo lavorando anche sulla semplificazione dell’iter burocratico: in tal senso, un passo avanti è stato fatto con l’apertura dello Sportello unico per le attività agricole, che permette di semplificare le procedure connesse a tutto il settore e, soprattutto, lavorare di concerto con i nuovi sistemi applicativi della Regione”.

Roma ha grandi possibilità di sviluppare l’agricoltura metropolitana e periurbana, creando nuove fonti di reddito e occupazione, soprattutto se amministrazione comunale e organizzazioni agricole lavorano bene insieme -ha chiosato il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino-. Noi facciamo il tifo per la città e continueremo a fare richieste e proposte alla politica per sostenere e rafforzare il settore”.


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