05 Febbraio 2024 | dal Territorio

Cinghiali: Cia Puglia, incidente mortale a Ginosa. Ognuno ne risponda nelle sedi competenti

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Il presidente Sicolo: "Emergenza da gestire al pari della pandemia"

"Ciò che purtroppo temevamo e abbiamo sempre denunciato è accaduto ieri sera. Adesso ognuno deve prendersi le proprie responsabilità: combattiamo questa emergenza con strumenti adeguati perché sono in ballo vite umane".

È quanto afferma Cia-Agricoltori Italiani Puglia, commentando il sinistro mortale di sabato 3 febbraio, verificatosi sulla strada statale 580 tra Ginosa e Marina di Ginosa: una donna di 48 anni ha perso la vita in seguito ad un tamponamento con un furgone fermo a centro strada perché qualche attimo prima aveva investito un grosso cinghiale. Nella stessa sera, inoltre, a qualche chilometro di distanza, sulla strada provinciale 13 tra Castellaneta e Castellaneta Marina, un altro “attraversamento-killer” ha mandato fuori strada un veicolo, fortunatamente senza gravi conseguenze per autista e passeggeri.

"Nei mesi scorsi abbiamo commentato altri sinistri simili e solo la fortuna ha voluto che gli stessi non assumessero i contorni della tragedia" ha dichiarato Vito Rubino, il direttore dell’area Due Mari Taranto-Brindisi, vasto territorio da anni martoriato dall’emergenza cinghiali.

"Ieri -ha aggiunto Rubino- nel territorio di Ginosa purtroppo è accaduto il peggio e le responsabilità di un’inerzia ingiustificabile, nonostante la straordinarietà dell’emergenza, andrà senza dubbio chiarita nelle sedi competenti. Quanto accaduto non è tollerabile, lo denunciamo da anni con video, interviste, convegni sul tema e note stampa. In Puglia, a causa delle solite lungaggini burocratiche, le attività di abbattimento selettivo non sono ancora state avviate perciò è evidente che qualcosa non ha funzionato".

"L’attività venatoria ordinaria si è chiusa lo scorso 15 gennaio -ha spiegato Rubino- e i cinghiali, fino a quel giorno rintanati nei parchi protetti, ora stanno raggiungendo nuovamente i centri abitati".

A nostro avviso, il mondo della politica, sia a livello regionale che nazionale, ha l’immediato dovere di rispondere con responsabilità ed atti concreti. Bisogna dare vigore al piano di abbattimento varato dalla Regione Puglia e ognuno deve fare la propria parte: Governo, Regione, Atc, associazioni venatorie, associazioni ambientaliste e associazioni agricole.

"Possano giungere le nostre più sincere condoglianze alla famiglia della vittima -ha concluso Rubino- alla quale assicuriamo che continueremo a far sentire la nostra voce affinché non si verifichino più simili tragedie".

Sul tema, senza dubbio di respiro regionale, è intervenuto anche il presidente di Cia-Agricoltori Italiani Puglia e vicepresidente nazionale Cia Gennaro Sicolo: "É necessario ripristinare una situazione di equilibrio ambientale che da molti anni non c’è più. Risolvere il problema non è semplice, ma bisogna iniziare ad affrontarlo seriamente, con determinazione, perché oltre ai danni alle colture, stiamo continuando a pagare un tributo altissimo in termini di vite umane".

"Nell’ultimo anno -ha spiegato il presidente- il numero dei cinghiali in Puglia è triplicato. Urge ottenere dal Governo opportune modifiche legislative e un quadro normativo nazionale che tenga conto delle dimensioni attuali del fenomeno cinghiali, con un numero di esemplari capace di moltiplicarsi ogni anno in modo esponenziale. Adesso basta -ha concluso Sicolo- questa è un’emergenza che andrebbe gestita al pari di una pandemia".


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