dal Territorio
Cinghiali: Cia Padova, in una sola notte perso il 95% delle uve Garganega
16 Ottobre 2023

L'appello dell'organizzazione: "Serve dare continuità alle operazioni di contenimento degli ungulati, pure per bloccare il potenziale pericolo della Psa"

Perso il 95% delle uve, varietà Garganega, in un appezzamento di Cinto Euganeo a causa delle incursioni dei cinghiali. Il fatto è accaduto nei giorni scorsi, ed è solo l’ultimo della serie in ordine di tempo. In occasione della vendemmia di quest’anno in alcune aree dei Colli Euganei si è arrivati a perdite fino ad un -50% proprio a motivo del continuo passaggio degli ungulati: dove scorrazzano fanno fuori tutto, alla costante ricerca di cibo e acqua (soprattutto nelle ultime settimane, durante le quali si sono registrate temperature di gran lunga sopra la media stagionale).

“Il caso di Cinto Euganeo è particolarmente significativo -sottolinea Cia-Agricoltori Italiani Padova-. In una sola notte i cinghiali hanno mangiato quasi tutti i grappoli di decine di filari. Fra i viticoltori c’è un sentimento di forte rabbia mista a rassegnazione”. E dire, come riportano gli stessi imprenditori agricoli, che nel caso specifico di Cinto Euganeo le uve erano eccezionali, mature al punto giusto: in quel terreno erano previsti tra i 15 e i 18 quintali di uva Garganega vendemmiata. Alla fine, ne sono state raccolte solamente 2 quintali.

“Una disfatta -aggiunge Cia Padova-. Tale episodio, drammatico in termini di numeri, ci deve imporre una riflessione. Ovvero, le autorità competenti sono chiamate a dare continuità al contenimento di questi animali attraverso l’azione di selecontrollori autorizzati”.

“Fra cambiamenti climatici, aumenti dei costi e danni provocati dalla fauna selvatica la viticoltura dei Colli rischia di finire ko -sottolinea il presidente di Cia Padova, Luca Trivellato-. Si tratta di un settore di elevata caratura che siamo tenuti a difendere”. Se fino a cinque anni fa la presenza degli ungulati nel Parco Colli veniva stimata in circa 10mila esemplari, oggi sarebbero aumentati fino a 15mila capi.

“Continuano a riprodursi in maniera incontrollata -osserva lo stesso Trivellato-. Per ogni esemplare che viene contenuto, ne nascono altri due”. Questi animali, peraltro, rappresentano il principale vettore della peste suina africana, rispetto alla quale qualche settimana fa la Regione Veneto ha adottato delle puntuali misure di allerta epidemica e di controllo.

“Si è già manifestata in modo significativo in Piemonte, Liguria e Lombardia”, ricorda Cia Padova. Non è trasmissibile all’uomo, ma per i suini domestici e selvatici risulta altamente contagiosa. Ragion per cui, conclude Cia Padova, “nel nostro territorio è emersa la necessità di adottare misure di biosicurezza maggiormente stringenti al fine di raggiungere l’obiettivo di una totale eradicazione del virus dagli ungulati. Un motivo in più per portare avanti il contenimento degli stessi”. E per tenere alta l’attenzione sui tanti problemi che attanagliano il primario, Cia ha indetto la manifestazione “Prezzi alle stelle, agricoltori più poveri”, in programma giovedì 26 ottobre alle 9.30 in Piazza Santi Apostoli a Roma. Sarà presente una delegazione di oltre cinquanta imprenditori agricoli padovani.


Tags: #animaliselvatici #emergenza #uva

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