Cia Venezia: da impianto fotovoltaico Torre di Mosto 400 ettari sottratti a territorio agricolo
“Ben 273.468 moduli ognuno con una superficie di 3,10 mq; 85 ettari di pannelli che svettano fino a 4,5 ml dal piano campagna; 50 power station, cabine, container, piazzole, gruppi di conversione, che saranno localizzati dentro e fuori l’impianto. Non stiamo dando i numeri, sono i dati della relazione generale e paesaggistica che accompagna il progetto di industrializzazione con pannelli fotovoltaici di 220 ettari agricoli a Torre di Mosto e 185 ettari attorno all’abitato di Torre di Fine: un progetto abnorme”. Federica Senno, presidente di Cia Venezia, torna sul progetto presentato da un fondo di investimenti con sede in Svizzera e che interesserà un’ampia zona del Veneto orientale.
“Il paesaggio agrario sembra non esistere, le 100 e più abitazioni di Torre di Fine vengono citate marginalmente anche se distano fino a 50 metri dai moduli fotovoltaici. Non importa se siamo a soli 2 km dal mare, né è un problema la distruzione di alcuni corridoi ecologici. Viene totalmente ignorato il fatto che la Città Metropolitana di Venezia con decreto del 2024 ha individuato quelle zone totalmente ricadenti nelle Aree agricole di pregio ai sensi della Legge Regionale n. 17 del 2022”, continua Senno.
Non solo: secondo Cia Venezia c’è un aspetto ancora più grave: il gigantismo abnorme di un impianto destinato a durare trent’anni in piena area agricola e che cerca un alibi nella possibilità di coltivare una parte del terreno tra le fila dei pannelli con soia, erba medica per tre anni e frumento. Si tratta di un alibi perché la gestione dell’impianto e la produzione di energia elettrica saranno assolutamente prioritari sull’ attività agricola.
“Il progetto sembra insinuarsi nella sovrapposizione di normative nazionali e regionali a favore dell’agrivoltaico emanate nel giro di pochi anni. Ma i criteri individuati dal legislatore non sono ancora stati recepiti dalla Regione Veneto. E questo deve essere ancor più di stimolo per le amministrazioni comunali coinvolte”. Cia Venezia -conclude Senno- ribadisce la totale adesione al quarto bando che il GSE sta per emanare nell’ambito del PNRR per la realizzazione di impianti fotovoltaici sui tetti delle strutture agricole. E per quanto riguarda gli impianti agrivoltaici occorre una localizzazione e un dimensionamento compatibili con il rispetto di beni irripetibili quali il suolo, il territorio, il paesaggio agricolo, il turismo lento sostenibile e le comunità locali”.