Cia Veneto: malfunzionamenti informatici, a rischio gli indennizzi post eventi meteo avversi
Oltre il danno, la beffa. Dopo la siccità, che in Veneto ha provocato oltre 300 milioni di euro di danni, migliaia di aziende agricole rischiano di non ottenere gli adeguati indennizzi. Cia Veneto segnala infatti continui blocchi, anomalie e malfunzionamenti del sistema informatico di Agricat, il fondo nazionale istituito per sostenere le imprese colpite dagli eventi climatici avversi. Disservizi che stanno rendendo molto difficile il lavoro degli uffici e la corretta presentazione delle denunce.
"In questi giorni la piattaforma sembra non reggere l'imponente mole di lavoro -sottolinea Cia Veneto-. Si rischia il caos, con conseguenti ulteriori danni a scapito degli imprenditori agricoli, fino a ritardare o addirittura compromettere il pagamento dei rimborsi".
Per questo Cia-agricoltori italiani ha chiesto un intervento urgente al Ministero dell'Agricoltura, ad Agea, Agenzia per le erogazioni in agricoltura, e a Ismea, Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, affinché le criticità vengano risolte in tempi brevissimi.
Il nodo principale riguarda le "dichiarazioni precompilate", che non corrispondono necessariamente a domande già istruite e immediatamente liquidabili. In molti casi, infatti, si configurano come un riversamento di alert che gli uffici devono verificare e istruire singolarmente.
"Se, per tutelare gli agricoltori, gli operatori saranno costretti a rilasciare tutte le bozze presenti a sistema, comprese quelle duplicate, si produrrà un'enorme quantità di lavoro amministrativo, paralizzando ulteriormente le liquidazioni".
A preoccupare è anche il funzionamento dei criteri utilizzati per individuare le superfici danneggiate.
"Vi sono agricoltori che non riescono neppure ad accedere alla denuncia poiché esclusi dai calcoli del sistema -osserva il presidente di Cia Veneto, Giorgio Puppin-. Non solo: alcune superfici vengono parzialmente ricomprese ed escluse, con risultati difficilmente comprensibili. Un algoritmo non può sostituire un'istruttoria e una precompilata non può trasformarsi in una bocciatura automatica".
Cia precisa che le responsabilità dei disguidi sono in capo ad Agricat. Tuttavia, Agea e Ismea, in qualità di soci insieme al Ministero, sono inevitabilmente chiamati in causa. L'obiettivo dell'organizzazione è evitare sovrapposizioni di ruoli e responsabilità, ma intervenire rapidamente per correggere le anomalie e garantire il regolare funzionamento del sistema.
"I problemi evidenziati -aggiunge Puppin- non sono emersi senza preavviso, ma sono stati segnalati da tempo". Secondo Cia Veneto, un intervento tempestivo avrebbe potuto evitare lo stallo attuale.
"È necessario un confronto immediato tra Ministero, Agricat, Agea, Ismea e le organizzazioni agricole -conclude-. Occorre garantire agli agricoltori quanto dovuto in tempi certi".