dal Territorio
Cia Umbria: regione modello dell'olivicoltura moderna
20 Dicembre 2021

I risultati del Progetto Omega con la partnership dell'organizzazione

Oliveti capaci di produrre di più, mantenendo un’elevata qualità e sostenibilità ambientale a salvaguardia di un territorio unico in Italia per la sua biodiversità, ma anche economica per gli imprenditori agricoli che investono nello sviluppo di un nuovo modello di olivicoltura umbra. Grazie al Progetto Omega, di cui Cia-Agricoltori Italiani Umbria Servizi è partner, l’Umbria diventa un modello della moderna olivicoltura in Italia, e non solo. I risultati della sperimentazione durata, nel complesso, quattro anni sono stati presentati in un convegno dal titolo "Modelli per una moderna filiera olivicolo-olearia: produttiva, di qualità e sostenibile", mercoledì 16 dicembre, in un gremito Teatro Clitunno di Trevi, territorio simbolo dell’olivicoltura regionale, al quale ha partecipato anche l'assessore regionale all'Agricoltura Roberto Morroni. Il progetto si inserisce nel Piano nazionale per il settore olivicolo-oleario del Mipaaf che punta ad incrementare la produzione italiana di olio extravergine d’oliva attraverso il rinnovamento degli impianti e l'introduzione di nuovi sistemi colturali che concilino sostenibilità ambientale ed economica. Obiettivi ripresi e sviluppati dal Progetto speciale per il settore olivicolo-oleario della Regione Umbria e dalla Misura 16.2.1 del Psr 2014/2020, con cui il progetto è stato finanziato.

I RISULTATI OTTENUTI

Attraverso la cooperazione di un polo di imprese agricole e agroalimentari umbre -capofila l’Organizzazione dei produttori olivicoli olive ed olio-, i Dipartimenti di Scienze Agrarie, Alimentari ed Ambientali (DSA3) e Ingegneria Civile ed Ambientale (DICA) dell’UniPg, il Consiglio Nazionale delle Ricerche e la collaborazione dell'Istituto per i Sistemi agricoli e forestali del Mediterraneo e dell'Istituto di bioscienze e biorisorse, è stato possibile acquisire una serie di innovative indicazioni per rendere più sostenibili ed efficienti le attività produttive.

“In particolare -ha spiegato il Dr Franco Famiani, coordinatore scientifico del progetto- sono stati messi a punto dei modelli basati su un sinergico impiego di più tecniche (fertirrigazione, concimi organici, biostimolanti, micorrize) per la gestione dei nuovi impianti intensivi (300-400 piante/ha), realizzati con le varietà umbre più importanti, ma potenzialmente impiegabili con tutte le varietà, che permette di ridurre significativamente il tempo per raggiungere la piena produzione. Sono state, inoltre, individuate le varietà umbre/italiane più promettenti per la realizzazione di nuovi oliveti ad alta densità, contribuendo così ad una via italiana a tale tipologia di impianti. Sono state fornite indicazioni per il miglioramento dell’impollinazione. In aggiunta, sono stati prodotti dei modelli per razionalizzare/migliorare la gestione degli oliveti esistenti, in modo da aumentarne la produttività e la sostenibilità ambientale ed economica. In particolare, sono state prodotte indicazioni per: un’ottimale gestione delle chiome (potatura), in maniera da esaltare le potenzialità produttive degli alberi e la qualità del prodotto ottenuto; un efficace e più sostenibile controllo delle avversità, quali occhio di pavone e mosca delle olive, attraverso una riduzione dell’impiego del rame e un aumento dell’impiego di mezzi di controllo naturali; una più efficiente meccanizzazione della raccolta mediante un’ottimale strutturazione delle piante; una razionale gestione dei tempi di conservazione delle olive, in funzione del sistema di raccolta utilizzato, per non avere negative ripercussioni sulla qualità dell’olio estratto. Infine, -ha concluso Famiani- sono state prodotte conoscenze utili allo sviluppo di nuove tipologie di olio di oliva extravergine di alta qualità, attraverso l’uso di varietà minori caratterizzate da oli con specifiche peculiarità e/o l’introduzione di innovazioni nel processo di estrazione. Indicazioni sono state fornite anche sul packaging per la migliore conservazione della qualità acquisita.

“Oggi -ha dichiarato il presidente Cia Umbria Matteo Bartolini- abbiamo organizzato un momento di riflessione con i massimi esponenti a livello nazionale ed europeo per una coltura che riteniamo essere una delle migliori eccellenze del nostro territorio. È attraverso il trasferimento delle conoscenze dal mondo scientifico alle imprese agricole che riusciamo a migliorare le performance aziendali in tema economico, passando per l'organizzazione aziendale, il lavoro sul campo, l'efficientamento energetico e la qualità del prodotto finale”.

Il progetto Omega, ideato nel 2016 e partito ufficialmente nel 2018, terminerà ufficialmente a fine dicembre 2021.


Tags: #olio #ambiente #innovazione #sostenibilità

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