15 Gennaio 2026

Cia Toscana: agriturismo in salute, ma troppa burocrazia frena ulteriore crescita

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Senza attività agricola non c’è agriturismo, settore in salute ma sopraffatto dalla troppa burocrazia. Inoltre, è necessario riqualificare ed aumentare i servizi sul territorio. La Toscana resta leader a livello nazionale dell’agriturismo, con 5.874 strutture, in tutto il territorio regionale, di queste il 42% è a conduzione femminile, ed il 20% condotto da giovani (under 40). Un agriturismo su quattro (25%), inoltre, fattura annualmente oltre 200mila euro, vanno meglio le aziende che riescono ad offrire più servizi e multifunzionalità. L’agriturismo rappresenta, insomma, la punta dell’iceberg della multifunzionalità e diversificazione in agricoltura. Garantendo reddito alle aziende agricole e rappresentando una attrattiva turistica importante. Ma serve una maggiore semplificazione a livello normativo e meno burocrazia.

È in sintesi quanto è emerso nell’incontro transfrontaliero organizzato nell’ambito del progetto INN-Pratica - Comunità di pratica transfrontaliera per l’innovazione in agricoltura e la transizione ecologica e digitale (programma Interreg Marittimo-IT FR-Maritime). Incontro coordinato da Cia Toscana, oggi a Firenze, moderato dal direttore Giordano Pascucci.

La Toscana va bene anche per presenze e arrivi: la permanenza media negli agriturismi toscani è di 3,8 giorni, gli stranieri sono il 61,9% degli arrivi (oltre 1 milione e 300mila di arrivi in Toscana) e il 70% delle presenze (5,1 milioni di presenze).

“Gli agriturismi mantengono il territorio -ha detto il presidente Cia Toscana, Valentino Berni-. È uno dei pochi settori che crea reddito in agricoltura, ma la situazione è da tenere sotto controllo e da aiutare. L’agriturismo crea interesse ma non a sufficienza ed è condizionato dalla crisi dell’agricoltura. In Toscana, con oltre 5.800 strutture, siamo primi in Italia e riusciamo a creare un turismo diffuso nelle aree rurali, è un settore che dobbiamo incentivare con il ricambio generazionale, cercando di limitare la burocrazia che mette in difficoltà l’azienda. La burocrazia asfissia le nostre aziende, crea perdita di giornate di lavoro, e di reddito. I numeri di presenze stanno risalendo rispetto al periodo Covid, ora è il momento di fare rete e aumentare i servizi nei territori, per rimanere competitivi rispetto ad altri territori concorrenti”.

“Le aziende agricole con attività agrituristica sono più resilienti e permangono nel tempo: quasi la metà delle imprese che nel 2010 faceva agriturismo è ancora viva nel 2020 (a fronte del 38% delle altre aziende agricole). Sono stati 3mila gli agriturismi nati in Toscana fra il 2010 e il 2020” come ha evidenziato Sara Turchetti, ricercatrice Irpet.

Agriturismo è multifunzionalità: solo un terzo degli agriturismi offre soltanto alloggio. Ancora meno frequenti le strutture con la sola ristorazione e sola degustazione. Fra la tipologia di servizi: alloggio 43,5%; ristorazione 17,8%; trekking 17,6%; corsi vari (cucina, ecc.) 17,1%; degustazione 14,9%; mountain bike 14,9%; escursioni 12,8%; fattorie didattiche 12,4%; attività sportive 8,2%; equitazione 7,3%.

Degli oltre 5.800 agriturismi in Toscana, il 22,47% sono in provincia di Siena (con 1.320 agriturismi), segue Grosseto con 1.285 (21.38%), Firenze con 894 (15.22%), Arezzo 720 (12.26%), Pisa 557, Livorno 415, Lucca 257, Pistoia 250, Massa Carrara 123, Prato con 53 strutture.  Aziende agrituristiche della Cia in Toscana sono 1.629, anche in questo caso comanda Siena con 506, Grosseto 430, 145 in provincia di Arezzo.

L’agriturismo ha permesso di sviluppare l’enoturismo, l’oleoturismo, ippoturismo, e tutte quelle attività che danno reddito a molte aziende agricole delle aree interne. Oggi investire nella multifunzionalità e nel turismo rurale - ha detto Franco Masotti, presidente Turismo Verde della Cia Toscana - significa affrontare due grandi sfide: contrastare lo spopolamento delle aree interne, creando opportunità di lavoro e condizioni di vita che rendano questi territori attrattivi, soprattutto i giovani. Inoltre, vanno governati i flussi turistici, riducendo la pressione sulle destinazioni già sovraccariche e valorizzando aree men conosciute ma ricche di risorse culturali, ambientali e produttive”.

“La Toscana è leader in Europa anche a livello normativo -ha aggiunto Elisa Del Pianta della Regione Toscana- da noi vengono dalla Francia, dal Portogallo, da altri continenti a studiare l’agriturismo toscano. I punti fondamentali della normativa dell’agriturismo sono la principalità dell’attività agricola e connessione dell’attività agrituristica, immobili utilizzabili per l’agriturismo, prodotti agroalimentari utilizzabili nella somministrazione e nelle degustazioni”.

“Come crescita numerica delle strutture -ha concluso Tommaso Buffa, direttore nazionale di Turismo Verde Cia- ritengo che siamo arrivati al picco a livello nazionale. Le aziende agrituristiche devono fare i conti con costi energetici elevati, aumenti nelle materie prime agricole, difficoltà nel reperimento della manodopera”.

Cosimo Righini di Cia Toscana ha presentato il progetto INN-Pratica che ha visto coinvolte Toscana, Liguria, Sardegna, Corsica e Provenza. Daniela Minetti della Regione Liguria, e Rebecca Revello, soc. coop. Dafne, in qualità di partner del progetto INN-Pratica, hanno evidenziato la valorizzazione della biodiversità e delle risorse naturali in agricoltura e nella fruizione turistica della Liguria. Sono state presentate esempi di buone pratiche, e metodologie per la valorizzazione integrata dei territori superando gli aiuti diretti (come quelli forniti dal CSR sulle attività agrituristiche). Infine, è stato presentato il portale www.qualitatoscana.it a cura di Lucia Tacconi di Cia Toscana.