Cia Sicilia: zootecnia eroica, biodiversità e filiere identitarie, il futuro delle nostre aree interne
A Nicosia la nona tappa del roadshow “Territori che rigenerano”. Al centro giovani e infrastrutture per contribuire al Manifesto nazionale
Dalla Provola dei Nebrodi Dop alla manna, fino ai grani antichi: queste le eccellenze a guidare la nona tappa di “Territori che rigenerano”, il progetto promosso da Cia-Agricoltori Italiani e finanziato dal MASE nell'ambito della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile, che si è tenuta il 3 novembre al Museo Multimediale della Montagna Siciliana, in contrada San Martino, a Nicosia, in provincia di Enna. L'incontro, organizzato da Cia Sicilia, ha acceso i riflettori sul valore della zootecnia estensiva, sulla tutela dell'agrobiodiversità e sulle esperienze che tengono vive le comunità montane, tra innovazione, turismo lento e nuove opportunità per i giovani.
Un territorio, quello delle alte valli tra Madonie e Nebrodi, in cui il patrimonio naturale, le produzioni agricole e l'identità dei borghi sono profondamente intrecciati. Qui l'agricoltura non è soltanto attività economica, ma presidio del paesaggio, manutenzione del territorio e contrasto allo spopolamento.
Ad aprire i lavori Annamaria Gemmellaro, sindaco di Nicosia, e Francesco De Luca, commissario dell'ASSP di Nicosia. Dopo la relazione di Maurizio Scaccia, direttore nazionale di Cia, il confronto si è sviluppato attorno a tre temi: agricoltura come infrastruttura pubblica, filiere territoriali e innovazione, governance e qualità della vita nelle aree interne. Tra i partecipanti Fulvio Bellomo, dirigente del Dipartimento Agricoltura della Regione Siciliana, Giuseppe Ferrarello, presidente del Parco delle Madonie, e rappresentanti dei GAL, del mondo accademico e delle istituzioni locali.
Particolare attenzione è stata dedicata alle buone pratiche di sviluppo territoriale. Il GAL ISC Madonie ha presentato le esperienze degli itinerari Slow Trip e del progetto Le Vie del Gusto, strumenti per valorizzare le produzioni agroalimentari attraverso percorsi turistici e nuove forme di collaborazione tra imprese. Un modello che dimostra come agricoltura, cultura e turismo lento possano diventare leve integrate di crescita.
Al centro del dibattito anche il riconoscimento economico dei servizi ecosistemici svolti dagli agricoltori: cura del paesaggio, conservazione della biodiversità, protezione del suolo e recupero dei terreni abbandonati. “La cura dell'ambiente deve entrare nella programmazione come un'attività a cui destinare risorse e strumenti concreti”, è stato sottolineato, richiamando la necessità di remunerare queste funzioni sulla base di impegni e risultati verificabili.
Sul fronte delle criticità, sono emerse l'emergenza fauna selvatica, con i danni provocati da cinghiali e daini, l’importanza di una sempre maggiore manutenzione delle infrastrutture rurali, la gestione della risorsa idrica e la necessità di migliorare la connettività digitale. Fulvio Bellomo, dirigente del Dipartimento Agricoltura della Regione Siciliana, ha illustrato gli interventi regionali, ricordando i circa 750 milioni di euro della Pac 2023-2027 destinati alle misure ambientali, gli investimenti per le strade rurali e i due bandi da circa 70 milioni per favorire l'insediamento di giovani agricoltori, a conferma di ciò l’assessore comunale all’agricoltura, Nino Mancuso Fuoco, ha chiosato che nel territorio si sono insediati decine di giovani agricoltori.
Nel suo intervento, Maurizio Scaccia, direttore nazionale di Cia ha, invece, richiamato l’attenzione sui rischi legati alla futura Pac, rafforzando quanto sia strategico che le politiche agricole e quelle di coesione procedano insieme, senza entrare in competizione. Ha inoltre ribadito la necessità di garantire reciprocità nelle regole commerciali e una distribuzione più equa del valore lungo la filiera.
“Il 70% del territorio siciliano è fatto di aree interne che vanno tutelate e valorizzate -ha sottolineato Graziano Scardino, presidente di Cia Sicilia, nelle conclusioni-. Abbiamo coinvolto le scuole perché è per le giovani generazioni che dobbiamo evitare che lo spopolamento prosegua. Prioritaria, dunque, la semplificazione burocratica, il completamento dell'asse viario Nord-Sud Gela-Santo Stefano di Camastra, la manutenzione delle strade interpoderali e il potenziamento della rete digitale. Ha inoltre chiesto di valorizzare i GAL efficienti e intervenire su quelli inattivi. La zootecnia, poi, nelle aree interne è un'attività eroica che va sostenuta, valorizzando le Pratiche Locali Tradizionali (PLT), attraverso la combinazione di tecnologia e competenza umana. Da Nicosia, dunque, il nostro messaggio è chiaro -ha concluso Scardino- le aree interne non sono territori da assistere, ma comunità produttive che custodiscono biodiversità, saperi e produzioni di qualità. Riconoscere il valore di chi le lavora e investire sulle esperienze che già funzionano è la condizione per garantirne il futuro”.