14 Ottobre 2026

Cia Reggio Emilia: no a riapertura discarica di Poiatica

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“Siamo contrari all’ipotesi di riapertura della discarica di Carpineti per le possibili ricadute sul paesaggio, sull’ambiente e sull’attrattività turistica di questa parte dell’Appennino reggiano”. Parole di Corrado Lamberti, coordinatore per la Montagna di Cia-Agricoltori Italiani Reggio Emilia, che sottolinea come la montagna sia “un patrimonio da valorizzare, non da esporre a nuove criticità senza considerare attentamente le conseguenze per il territorio e per chi lo vive ogni giorno. Le aziende agricole, insieme alle altre attività economiche, contribuiscono a mantenere vivo il paesaggio, preservare le tradizioni e garantire la presenza delle persone. È un equilibrio prezioso, che richiede scelte responsabili”.

Per Lamberti, ogni progetto che incide sul futuro di un territorio deve essere valutato considerando non soltanto gli aspetti tecnici e amministrativi, ma anche le conseguenze ambientali, sociali ed economiche. In gioco c’è anche la capacità dell’Appennino di attrarre visitatori, valorizzare le proprie eccellenze e sostenere le attività legate al turismo, alla ricettività e alla gastronomia locale.

“Chi sceglie di vivere e lavorare in montagna affronta già difficoltà legate alla distanza dai servizi, alla viabilità e alla necessità di mantenere attività economiche in aree spesso fragili -aggiunge Lamberti-. Queste comunità hanno bisogno di sostegno e di prospettive concrete. Per questo siamo contrari alla riapertura della discarica di Poiatica: il valore del paesaggio, la qualità dell’ambiente e le potenzialità turistiche del territorio devono essere considerati prioritari. La montagna ha bisogno di investimenti e opportunità, non di nuove pressioni che rischiano di comprometterne le prospettive di sviluppo”.

Cia Reggio Emilia richiama inoltre l’importanza della trasparenza nelle valutazioni e di un confronto concreto con le amministrazioni locali, i cittadini e le realtà economiche interessate. Le comunità devono poter conoscere con chiarezza le implicazioni del progetto ed essere ascoltate prima di qualsiasi decisione.

“La montagna non può essere considerata soltanto in funzione delle esigenze che arrivano da fuori -rimarca-. È un territorio in cui le persone investono lavoro, risorse e impegno per mantenere vive le comunità, custodire il paesaggio e costruire nuove opportunità economiche. Una riapertura della discarica rischierebbe di indebolire questa prospettiva, incidendo sull’immagine del territorio e sulla sua capacità di proporsi come meta per chi cerca natura, prodotti tipici e autenticità”.

Per Cia Reggio, lo sviluppo dell’Appennino “passa dalla valorizzazione delle attività agricole, dalla cura del territorio e dal sostegno a chi sceglie di viverci e lavorarci. Servono politiche capaci di riconoscere il valore ambientale ed economico di queste aree, rafforzando il legame tra agricoltura, turismo e produzioni locali, creando condizioni favorevoli alla permanenza delle imprese e delle famiglie e offrendo opportunità alle nuove generazioni”.