06 Marzo 2026

Cia Piemonte: agricoltura sotto pressione per caro energia e tensioni globali, serve un intervento urgente

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Cresce la preoccupazione nel mondo agricolo per l’impennata dei costi di produzione legata alle tensioni geopolitiche internazionali. A lanciare l’allarme è Gabriele Carenini, presidente regionale di Cia-Agricoltori italiani del Piemonte, che richiama l’attenzione sulle ripercussioni immediate per le aziende agricole, proprio mentre si avvicina la fase cruciale delle semine e delle lavorazioni primaverili nei campi.

"L’agricoltura piemontese sta affrontando un momento estremamente delicato -afferma Carenini-. L’aumento del costo dei carburanti, legato all’instabilità internazionale e alle tensioni nei principali snodi energetici globali, rischia di trasformarsi in un effetto domino su tutta la filiera produttiva. Il gasolio agricolo è una voce essenziale per il lavoro nei campi e il suo rincaro si riflette inevitabilmente su tutte le altre forniture, dai trasporti ai mezzi tecnici".

Secondo il presidente regionale di Cia Piemonte, il comparto primario si trova a fronteggiare una vera e propria “tempesta perfetta”, tra incremento delle spese energetiche, difficoltà nell’approvvigionamento di alcune materie prime strategiche e tensioni commerciali internazionali.

"Le imprese agricole -prosegue Carenini- stanno già facendo i conti con costi di produzione cresciuti negli ultimi anni e con le incertezze legate ai dazi statunitensi su alcuni prodotti agroalimentari. Ora, con l’ennesima crisi geopolitica e il rischio di nuove tensioni sui mercati energetici e logistici, il peso economico rischia di diventare insostenibile, proprio nel momento in cui gli agricoltori devono affrontare le spese più consistenti per le lavorazioni dei terreni".

Cia-Agricoltori italiani Piemonte richiama quindi l’attenzione delle istituzioni nazionali ed europee sulla necessità di misure immediate per contenere l’impatto dei rincari energetici e garantire la continuità produttiva delle aziende agricole.

"Serve una risposta politica forte -conclude Carenini- che protegga il settore primario, oggi più che mai strategico per la sicurezza alimentare. Occorre intervenire sui costi energetici, sostenere concretamente le imprese agricole e accelerare la costruzione di un modello energetico più autonomo e sostenibile. Senza interventi rapidi rischiamo di compromettere la competitività del nostro agroalimentare e la tenuta economica di migliaia di aziende".