14 Febbraio 2014
Cia Pavia: fondamentale il ruolo dell'agricoltura nella tutela del territorio
Le persistenti piogge di questo anomalo inverno stanno ancora una volta mettendo a dura prova le già dissestate colline dell'Oltrepo.
Il fenomeno interessa l'intero territorio nazionale, come evidenziato anche dal recente rapporto Ance-Cresme sul dissesto idrogeologico in Italia, che ne ha sottolineato la progressiva frequenza negli ultimi anni. Tra frane ed alluvioni, si è passati da 100 eventi nel periodo tra il 2002 e il 2006 a circa 351 nel 2013 fino a questo inizio 2014 con 110 situazioni critiche.
E' ormai evidente che senza una seria politica di prevenzione questi numeri sono destinati ad aumentare.
A questo proposito però -dice Davide Calvi, presidente Cia Pavia- si debbono registrare le più svariate prese di posizione che, partendo da analisi spesso superficiali, tendono ad individuare nel comportamento del mondo agricolo la principale ragione delle conseguenze del dissesto. L'accusa ai vitivinicoltori di trascurare la pulizia dei fossi e soprattutto di coltivare le vigne con sistema a ritocchino piuttosto che a giro poggio è opinione prevalente.
E' ormai assodato che la maggior parte dei fenomeni franosi ha origine da terreni incolti (26 per cento delle frane è avvenuto dove la vite è coltivata, mentre il 74 per cento è avvenuto negli incolti e nei boschi), rendendo evidente che il principale fattore che favorisce il dissesto non è la vitivinicoltura, ma l'abbandono dei terreni.
Per la Confederazione italiana agricoltori di Pavia rimane primario il ruolo dell'agricoltura nell'arginare il fenomeno e, proprio per renderlo utile ed efficace, combattere il dissesto idrogeologico attraverso la manutenzione dei terreni e delle campagne. I danni legati al dissesto del nostro territorio dimostrano che le politiche di contrasto devono essere una priorità per tutti i livelli istituzioni, solo partendo dalla cura del territorio potremo pensare a un futuro sicuro e prospero per il nostro territorio coinvolgendo gli imprenditori agricoli e in primis i giovani.
In questo periodo -sottolinea Calvi- tra maltempo e animali predatori, l'agricoltura dell'Oltrepo si trova ad affrontare una grave crisi. Le istituzioni devono assolutamente intervenire lavorando per la difesa delle aziende e per la tutela del territorio
La tutela del territorio passa anche dal contrastare l'abbandono dei terreni, Infatti, curare la terra vuol dire anche presidiare l'ambiente dal dissesto idrogeologico.