dal Territorio
Cia Padova: rallenta inflazione, ma ad agricoltori in tasca sempre meno
01 Dicembre 2023

Il presidente Trivellato: "Vi sono dei rincari lungo la filiera che speso è difficile intercettare"

Diminuisce l’inflazione, ma agli agricoltori viene riconosciuto sempre meno. A novembre 2023 (ultimi dati Istat) l’indice nazionale dei prezzi al consumo ha registrato un calo dello 0,4% su base mensile (ma con un incremento dello 0,8% su base annua).

"Una buona notizia per i consumatori -commenta Cia Padova-. Tuttavia, per gli imprenditori agricoli padovani lo scenario si profila comunque preoccupante”. A loro rimane, se va bene, un valore compreso tra il 10% e il 15% del prezzo finale del prodotto che si trova sugli scaffali dei supermercati. “Vi sono dei rincari lungo la filiera che spesso è difficile intercettare”, osserva il presidente di Cia Padova, Luca Trivellato. I casi più eclatanti, quelli del cavolo cappuccio e delle verze (entrambi pagati 0,30 euro al kg al produttore, attualmente venduti sugli scaffali a 1,99 euro al kg, per un aumento del 563%).

“Una volta per tutte -aggiunge- bisogna sfatare ciò che nell’immaginario collettivo è dato per scontato. E cioè che prezzi finali più alti comportano, a cascata, maggiori introiti per gli imprenditori agricoli. I numeri dimostrano il contrario”. Detto altrimenti, gli agricoltori fanno fatica a vedersi riconosciuto un equo reddito. In tutto questo “va ribadito con forza che sono incrementate, e di molto, le spese fisse”. Il risultato è un calo del 60% del reddito netto delle imprese agricole padovane da almeno due anni a questa parte. Ormai le aziende fanno fatica a coprire i costi di produzione in continua ascesa (+16mila euro, in media, tra il 2022 e il 2023 per attività).

"Noi non siamo il problema, ma la soluzione -chiarisce il presidente-. A dispetto di tutte le fake news, gli agricoltori non inquinano, rispettano da anni gli impegni ambientali anche mettendo a rischio i loro profitti; producono energie alternative e non sprecano acqua, ma la usano per produrre cibo di qualità". Senza agricoltura il Made in Italy non può esistere e la sicurezza alimentare non ha garanzie. E ancora: non c’è presidio del territorio e custodia del paesaggio, anche contro il dissesto idrogeologico; le aree interne si spopolano ed economia e società non sopravvivono.

“Abbiamo -conclude Trivellato- buoni motivi per reclamare più attenzione per le nostre aziende agricole. Deve rimetterle al centro l’Italia così come l’Europa, che dovrebbe stare dalla nostra parte, invece di continuare a imporre norme e regolamenti dall’alto".


Tags: #prezzi #agricoltori #filiera

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