Cia Padova: primavera record per gli agriturismi, verso il sold-out
Tra comunioni, cresime e anniversari vari, le domeniche da metà marzo a tutto maggio sono già piene. A breve il sold-out per Pasqua. È la nuova vita dei 215 agriturismi della provincia (85 dei quali nei Colli Euganei, dati Istat) dopo la battuta d’arresto dettata dal Covid.
“Quando siamo ripartiti a pieno regime sembrava di assistere ad un rimbalzo fisiologico -sottolinea Turismo Verde-Cia Padova-. Col passare del tempo, invece, abbiamo registrato un solido aumento delle richieste, soprattutto da parte delle famiglie con bambini”. Quella della domenica a pranzo, a primavera ma non solo, è una solida tradizione che – nel padovano – va avanti da oltre quarant’anni. A tal riguardo, l’agriturismo Capeeto di Salboro è stato il primo ad aprire i battenti nel territorio del Comune di Padova.
Una delle titolari, Francesca De Poli, è anche la presidente di Turismo Verde-Cia Padova, fresca di rielezione: “Da una parte il settore agrituristico sta vivendo un buon momento; dall’altro lato, però, la gente spende meno rispetto al periodo pre-pandemia. C’è grande voglia di uscire e di stare all’aria aperta, in ambienti naturali, ma un’altrettanta attenzione ai costi”. A dire che non è tutto oro quello che luccica. Anche perché, precisa De Poli, “le spese fisse e quelle relative alle materie prime sono in continuo incremento”. In provincia il fatturato annuo del settore supera i 15 milioni di euro. Complessivamente, in Veneto sono presenti 1.641 agriturismi, per un totale di circa 17.800 posti letto disponibili.
“La vera sfida è rimanere sul mercato in maniera competitiva. Motivo per cui siamo tenuti ad offrire ai clienti genuinità, serietà e professionalità”. Gli avventori stessi, peraltro, sono sempre più competenti: “Prima di venire in un agriturismo leggono, si informano”. È cambiato pure il modo di gestire le prenotazioni, come chiarisce la presidente: “Molti ci telefonano all’ultimo minuto per sapere se c’è un tavolo libero. Da parte nostra siamo chiamati ad essere costantemente sul pezzo. Oggi gli agriturismi devono essere smart -conclude De Poli-. Ovvero, il compito è quello di venire incontro alle istanze dei clienti, talvolta in modo creativo”.