03 Settembre 2024

Agia-Cia Padova: il 95% dei diplomati negli istituti agrari sul territorio trova subito lavoro

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Grazie all’alternanza scuola-lavoro possibilità di tirocinio in azienda. Il report della Confederazione

Il 95% dei neodiplomati agli Istituti professionali e tecnici agrari padovani (di quelli che non proseguono gli studi all’Università) trova subito lavoro nel comparto agricolo. Sono i dati di uno specifico report di Cia Padova, divulgato alla vigilia dell’inizio del nuovo anno scolastico. Anche grazie all’alternanza scuola-lavoro gli allievi hanno la possibilità di entrare come tirocinanti all’interno delle imprese agricole.

“Questo percorso -sottolinea il presidente di Agia-Cia Padova, Andrea Bonomi- permette loro di mettersi in gioco e di sperimentare, nel concreto, il mestiere”.

Una volta conseguito il diploma, le ragazze e i ragazzi vengono assunti nelle aziende agricole e agrozootecniche, nelle industrie agroalimentari e agroindustriali, nelle imprese commerciali del comparto agroalimentare e agroindustriale e nei laboratori di analisi chimiche del suolo, dell’acqua e dei prodotti agroalimentari.

Inoltre, alcuni trovano lavoro nel settore delle bonifiche ambientali e negli uffici tecnici regionali, provinciali e comunali che si occupano di agricoltura, ambiente, ecologia e territorio.

“I numeri ci dicono che c’è sempre maggior interesse per il settore agricolo da parte dei giovani -osserva Bonomi-. Il mestiere, al termine del ciclo di cinque anni, è garantito”.

Da dopo il Covid le imprese agricole condotte da under 40 -chiarisce Cia Padova- stanno crescendo al ritmo di un +2% all’anno. E le proiezioni evidenziano un ulteriore incremento da qui al lungo periodo. Ma non è tutto oro quel che luccica.

"Rimane centrale la problematica del ricambio generazionale -aggiunge Bonomi-. Oggi deve essere affrontata in maniera strutturale al fine di garantire un sicuro proseguimento delle diverse attività aziendali. In mancanza di tale continuità, i nostri territori rurali sono destinati a perdere il loro dinamismo. Viene poi meno l’attuazione degli obiettivi di sostenibilità e la capacità di produrre cibo mantenendo l'identità delle nostre comunità e dei paesaggi.

Affinché ciò accada, sottolinea lo stesso presidente, occorre mettere i giovani imprenditori agricoli nelle condizioni di lavorare e di portare a casa un equo reddito. Senza questo requisito, necessario ma non sufficiente, il comparto rischia un’involuzione. Va infine ricordato che la maggior parte degli imprenditori agricoli padovani ha un’età superiore ai 55 anni e circa il 30% è oltre l’età pensionabile. I punti chiave -conclude Bonomi- restano l’accesso al credito e alla terra”.