03 Marzo 2025

Cia Padova: dazi Usa non preoccupano produttori olio del Colli

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Export verso Stati Uniti fetta di mercato quasi ininfluente. Preoccupa di più ricambio generazionale

La potenziale entrata in vigore dei dazi Usa non preoccupa i produttori di olio dei Colli Euganei. “Qui sta crescendo il cosiddetto turismo esperienziale -osserva Cia Padova-. Coloro che soggiornano nell’area del Bacino termale, in particolare tedeschi, austriaci e olandesi, stanno scoprendo il territorio MAB Unesco in maniera lenta: spesso si fermano nei frantoi ad acquistare il nostro prodotto. L’export verso gli Stati Uniti rappresenta una fetta di mercato di nicchia, quasi ininfluente”.

L’ultima campagna olivicola è andata molto bene, come riporta un apposito report di Cia Padova: “È stata registrata una notevole crescita di produzione; unica criticità, la resa finale. In media, da 100 kg di olive vengono ricavati 12 kg di olio. Nel 2024 tale valore si è attestato, in media, a 8,5 kg”. Tuttavia, la qualità organolettica è rimasta eccezionale: non vi è stato alcun attacco di parassiti o della mosca, tanto che al momento della raccolta l’oliva si presentava perfetta.

“Grazie alla peculiarità dei Colli Euganei, ovvero alla loro attrattività -è la testimonianza di Devis Zanaica, titolare del frantoio Cornoleda di Cinto Euganeo- riusciamo a vendere il nostro prodotto direttamente in azienda, senza ricorrere a massicce operazioni di export. Non soltanto stranieri, dunque. Sono molti anche gli italiani che si stanno avvicinando all’olio dei Colli”. Decisamente, aggiunge Zanaica, “negli ultimi anni è cambiato il modo di fare turismo. Oggi l’ospite, che sia italiano o straniero poco importa, è alla ricerca di emozioni e di tipicità, da raccontare e portare a casa”.

Se l’olio dei Colli sta vivendo una fase di continuo sviluppo, si pone però un problema di ricambio generazionale: “Sono stati i nostri padri e nonni a piantare gli olivi; adesso, però, i giovani non sembrano interessati a portare avanti tale attività, anche per una questione di redditività”. Ecco perché secondo il presidente di Cia Padova, Luca Trivellato, “nell’attuale contesto storico non basta solamente promuovere il Made in Italy; va difeso chi lo produce, ovvero deve essere riconosciuto un equo margine di guadagno”. Tra aumenti delle materie prime agricole e dei costi di produzione, “gli agricoltori sono sotto attacco. Tutto il comparto si trova ad un bivio”.

“Rivolgiamo un appello alle Istituzioni -conclude il presidente-. Stiano al fianco delle imprese agricole, non tanto e non solo con adeguati contributi economici, ma con azioni volte a rimettere veramente al centro il primario. Quando chiude un’attività agricola, è come se se ne andasse un pezzo di territorio. Non possiamo permettere che questo accada”.