02 Novembre 2023 | dal Territorio

Cia Padova: colture di stagione a rischio per le alte temperature

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Nel lungo periodo l’emergenza climatica potrebbe provocare un profondo cambiamento delle tradizionali programmazioni agricole del territorio

Le temperature di questi giorni, che rimangono molto al di sopra della media stagionale (14,8 gradi Celsius la media di ottobre, mentre quest’anno è stata di 16,5 gradi Celsius), mettono in crisi le tipiche colture autunno-vernine padovane. Il quadro tracciato da Cia Padova è in chiaroscuro, soprattutto a motivo dell’emergenza climatica in atto: rispetto al 2022, un anno segnato dalla perdurante siccità, le rese dei broccoli e delle zucche sono calate fino ad un -20%. 

Le coste stanno subendo ancora le incursioni di lumache e di insetti quali le rughe, che tra ottobre e novembre dovrebbero invece essere scomparsi da un pezzo. “La scorsa estate la grandine ha devastato decine di ettari di colture in pieno campo, in particolare nell’area dell’Alta Padovana -sottolinea il presidente di Cia Padova, Luca Trivellato-. Adesso gli imprenditori agricoli si trovano a dover fronteggiare un’altra criticità, ovvero questo caldo anomalo che di certo non giova alle nostre eccellenze”.

Tant’è che spesso gli stessi agricoltori sono tenuti ad andare a raccogliere i prodotti addirittura due volte al giorno. “Maturano troppo in fretta, quasi guardandoli, e di conseguenza non sempre riescono a sprigionare le loro migliori qualità”, spiega Cristiana Scarabello, presidente Cia zona Padova. “Date le temperature elevate -aggiunge- lo sviluppo vegetativo è anticipato di quindici giorni, con conseguenze nefaste sull’intera filiera”.

Problemi anche per i radicchi padovani. Tanti gli agricoltori che hanno rinunciato a piantare la varietà precoce: andrebbe in marcescenza, sempre a causa del caldo fuori stagione (basti ricordare che in provincia il mese di settembre è stato sorprendentemente più caldo di 0,5 gradi Celsius del record precedente). Le uniche buone notizie arrivano dalle patate, che risultano di qualità; l’unico neo è che sono di piccole dimensioni. “Se a breve non vi sarà un’inversione di tendenza -precisa il vicepresidente di Cia Padova, Luca Bisarello- con un rientro delle temperature nel range della media stagionale, le nostre colture autunno-vernine registreranno delle perdite ingenti”.

A lungo andare i cambiamenti climatici, anzi l’emergenza climatica -spiega Cia Padova- potrebbero provocare un profondo cambiamento delle programmazioni agricole. Il settore agricolo è fra i più esposti e vulnerabili: via via che frequenza e intensità degli eventi estremi aumenteranno, vedrà inevitabili conseguenze in termini di riduzioni di raccolto e spostamento di areali favorevoli alla coltivazione. Si tratta dello scenario più catastrofico, ma non dobbiamo farci trovare impreparati rispetto a questa eventualità. A tal riguardo le Istituzioni sono tenute a sostenere una costante ricerca scientifica. Mentre agli imprenditori agricoli va garantito un equo reddito. Fatto 100 il valore di un prodotto sugli scaffali dei supermercati, agli agricoltori rimane, in media, soltanto il 13%. Serve una pronta risposta da parte del mondo politico al fine di salvare un settore strategico per la comunità.


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