21 Agosto 2026

Cia Padova: al vaglio variante a disciplinare Consorzio Tutela Vini Colli Euganei

#normative #vino
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Al vaglio in queste settimane l’istituzione di una variante al disciplinare del Consorzio Tutela Vini Colli Euganei per l’introduzione del “Serprino sui lieviti” e tipologia "Colli Euganei Doc" per i rossi in taglio bordolese.

Tale variante, chiarisce il presidente del Consorzio Tutela Vini Colli Euganei, Gianluca Carraro, “è in fase di discussione al Ministero delle Politiche agricole. Siamo fiduciosi, alla fine centreremo un risultato finalizzato ad una ancora maggior valorizzazione dei nostri vini”. L’annuncio è stato dato in occasione della visita dello stesso presidente all’azienda vitivinicola Veronese di Valnogaredo di Cinto Euganeo, in concomitanza con l’inizio della vendemmia.

“Su 18.000 ettari di superficie totale dei Colli -ha spiegato Carraro- 3.000 ettari sono vitati. Di questi, un terzo è a vitigno a bacca rossa, mentre due terzi a bacca bianca”. Dei bianchi, un terzo è vocato a Serprino (l’uva Glera è in fase di raccolta in queste settimane), un terzo a Moscato bianco Fior d’arancio. “Si tratta di eccellenze conosciute anche fuori dal Veneto -ha precisato-. In particolare, i rossi stanno prendendo sempre più piede in Lombardia, dove sono state organizzate degli eventi ad hoc”.

Secondo il presidente, pure il brand dei Colli Euganei MAB Unesco dovrebbe venire veicolato attraverso l’etichettatura delle bottiglie: “Un’idea per far apprezzare immediatamente la provenienza dei nostri vini”. Da parte sua il presidente di Cia Padova, Luca Bisarello, ha sottolineato che “ogni iniziativa che va nella direzione di una promozione del territorio, e delle relative tipicità, va sostenuta. A tale proposito c’è massima sinergia con i viticoltori dell’area, la Cantina di Vò, il Consorzio di tutela e l’ente Parco Colli”.

Relativamente all’annata agraria in corso, rimangono molteplici le criticità. “In qualche maniera il vino si è salvato dal caldo anomalo e dalla persistente siccità -spiega Bisarello-. L’annata si prospetta molto buona. Male invece i seminativi, con perdite fino al 50% per il mais non irriguo e del 40% per la soia. Non solo. Gli imprenditori agricoli mostrano una certa preoccupazione anche per le colture autunno-vernine. Non basteranno le ultime piogge per garantire un regolare sviluppo vegetativo delle piantine”.

“Oggi fare agricoltura è diventata una vera impresa. Alle Istituzioni chiediamo interventi concreti per permettere alle oltre 10mila aziende padovane di continuare le loro attività. La parola chiave è sostenibilità economica”. “Quando chiude un’impresa agricola -conclude il presidente di Cia Padova- perdiamo un pezzo di tessuto sociale. Facciamo che questo non accada: il primario va rimesso in cima all’agenda politica regionale, nazionale ed europea. Proseguiremo le nostre storiche battaglie in tal senso”.