19 Giugno 2024 | dal Territorio

Cia Grosseto: positivo il bilancio 2023, ma settori ancora in crisi

#territorio #agricoltura
Condividi

I risultati illustrati in occasione dell'ultimo Consiglio direttivo provinciale

Il 2023 è stato un anno complesso, segnato da luci e ombre sia in ambito politico che economico. Nonostante le difficoltà, la Cia-Agricoltori Italiani di Grosseto ha raggiunto risultati significativi, illustrati dettagliatamente durante il Consiglio Direttivo provinciale.


Intervenendo, Claudio Capecchi, presidente di Cia Grosseto, ha dichiarato: "Abbiamo ottenuto risultati soddisfacenti grazie al sostegno dei nostri associati che, pur affrontando momenti molto complicati, hanno utilizzato e pagato i nostri servizi, rafforzando la nostra rappresentanza e azione politica, e grazie ai dipendenti e funzionari di Cia, ognuno dei quali si è impegnato a fare la propria parte. Questo ci rincuora e ci incoraggia."

Il bilancio annuale è stato illustrato da Enrico Rabazzi, direttore della Confederazione grossetana, alla presenza di soci, del direttore nazionale di Cia, Maurizio Scaccia, del presidente di Cia Toscana, Valentino Berni, e del direttore Giordano Pascucci.

"Nell'anno appena concluso, come Confederazione, abbiamo partecipato a eventi di grande interesse, tra cui la Conferenza economica nazionale di Cia tenutasi nella Capitale a febbraio e la manifestazione di piazza del 26 ottobre, sempre a Roma -ha dichiarato Capecchi-. E' stato proprio durante quest'ultimo evento che abbiamo fortemente richiamato l'attenzione della politica sui temi cruciali per il nostro settore, come la crisi di reddito delle aziende agricole, il peso della burocrazia e la complessità della Politica Agricola Comunitaria troppo orientata verso la sostenibilità ambientale trascurando aspetti etici e soprattutto economici che sono imprescindibili se vogliamo che il settore sopravviva".


La manifestazione della Cia di ottobre ha dunque sollevato i numerosi e complessi problemi del mondo agricolo, chiedendo attenzione e risposte in merito alla difficile crisi del settore. Un grido d'allarme incisivo che è stato,  poco dopo, ripreso dalla “mobilitazione dei trattori,” che, di fatto, ha rivendicato le stesse problematiche sollevate dalla Cia. "Pur riconoscendo che questa protesta è stata imponente," ha sottolineato Capecchi, "riteniamo che abbia avuto due limiti: ha agito in modo autonomo, frammentando ulteriormente le rappresentanze sindacali, e ha creato confusione sulle responsabilità, spesso attribuite solo alla politica comunitaria. Al contrario, molte soluzioni possono essere adottate anche a livello nazionale e regionale."

A margine della presentazione del bilancio, durante il confronto tra i presenti, è emerso chiaramente che i settori in crisi superano quelli con prospettive positive. Il presidente ha così sottolineato la necessità di soluzioni per garantire una giusta marginalità per le aziende agricole, una politica coerente sull'uso del suolo e delle acque per fronteggiare la crisi climatica, una Pac meno burocratica, una gestione efficace della fauna selvatica, un equilibrio lungo la filiera agricola, interventi urgenti contro le malattie degli animali e politiche favorevoli al ricambio generazionale.

"Viviamo momenti complicati e dal futuro incerto, tuttavia possiamo ritenerci soddisfatti delle nostre attività e dell’impegno profuso, ripagato dalla fiducia degli associati -ha concluso Capecchi-. Il nostro obiettivo rimane quello di rispondere alle effettive esigenze degli agricoltori, richiamando la politica, a tutti i livelli, alle vere necessità del settore agricolo affinché i percorsi siano coerenti e mirate a sostenere il settore in maniera efficace e duratura."