09 Settembre 2026

Cia Emilia-Romagna: siglato il patto per il lavoro, il clima e l’economia sociale

#accordi #ambiente #clima #energia #lavoro #sostenibilità
Condividi

Il direttore regionale Manuel Quattrini ha firmato il documento della Regione

Cia Emilia-Romagna ha aderito al Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia sociale della Regione. La conferma è arrivata con una missiva inviata al presidente della Regione Michele de Pascale, al vicepresidente Vincenzo Colla e alla sottosegretaria Manuela Rontini.

Sviluppo sostenibile, lavoro e imprese di qualità, riduzione delle disuguaglianze e transizione ecologica sono gli assi portanti del Patto, sottoscritto l’8 settembre, presso la sede della Regione, da 59 realtà tra istituzioni, rappresentanze e corpi intermedi. L’intesa punta ad accompagnare le trasformazioni economiche, sociali e ambientali del territorio, mettendo al centro la comunità e riducendo le distanze tra centri e periferie, pianura e montagna, persone, generi e generazioni.

In questo quadro, i corpi intermedi svolgono una funzione strategica come collegamento tra istituzioni, imprese, lavoratori, professionisti e comunità. Il loro coinvolgimento permette di portare ai tavoli decisionali competenze, conoscenza dei territori e dei bisogni concreti, trasformando gli obiettivi condivisi in politiche e azioni.

Quattro gli obiettivi individuati dal Patto: crescere, investendo sulle persone, sulle competenze e sulla capacità di governare il cambiamento; stare bene insieme, contrastando le disuguaglianze e garantendo pari opportunità; generare lavoro e sviluppo di qualità, sostenendo innovazione, imprese, professionalità e attrazione dei talenti; essere sostenibili, accelerando la transizione ecologica verso la neutralità carbonica entro il 2050 e aumentando la produzione di energia da fonti rinnovabili.

"Per noi l’agricoltura non è ai margini della trasformazione -afferma Quattrini-, ma rappresenta una delle infrastrutture economiche, sociali e ambientali dell’Emilia-Romagna. Gli agricoltori sono custodi del territorio, un presidio essenziale contro il dissesto idrogeologico e protagonisti di una transizione capace di coniugare qualità del lavoro, sostenibilità e sviluppo".

"Il nostro contributo si concentra su quattro fronti -prosegue Quattrini-: reddito e filiere, rafforzamento della forza contrattuale, filiere corte e valorizzazione delle Dop e Igp, oltre al sostegno alle produzioni biologiche. Un’attenzione particolare va alla risorsa acqua, dalla gestione idrica al supporto alle imprese impegnate nella ricostruzione post-alluvione".

"Guardiamo inoltre all’agrivoltaico sostenibile, all’innovazione accessibile, alla digitalizzazione e all’agricoltura di precisione, strumenti che devono essere alla portata anche delle piccole aziende. È fondamentale, infine -conclude Quattrini-, ridurre drasticamente il consumo di suolo agricolo e sostenere il ricambio generazionale, l’imprenditoria femminile e le aree interne e montane".