10 Marzo 2026

Cia e Libera insieme contro le mafie: al via nuovo protocollo di collaborazione

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Dal riutilizzo dei beni confiscati all’educazione alla legalità, un’intesa concreta a tutela di comunità e territori. Con un’attenzione dedicata ai percorsi con i giovani

Riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie, promozione dell’etica della responsabilità, educazione alla legalità democratica con studenti e giovani, contrasto ad agromafie e caporalato, tutela dei diritti attraverso un sistema di servizi dedicato. È su questi assi strategici che si fonda il nuovo protocollo di collaborazione siglato tra Cia-Agricoltori Italiani e Libera per il triennio 2026-2028.

L’intesa punta a rafforzare strumenti concreti di prevenzione e contrasto alla criminalità organizzata, con particolare attenzione al mondo agricolo e rurale, promuovendo al tempo stesso coesione territoriale ed economia responsabile.

“Questo protocollo rafforza un’alleanza strutturata tra il mondo agricolo e l’impegno civile per costruire un Paese più giusto e libero dalle mafie -spiegano il presidente di Cia, Cristiano Fini, e il presidente di Libera, don Luigi Ciotti-. La collaborazione tra le due organizzazioni nasce oltre vent’anni fa e si è consolidata nel tempo attraverso un impegno condiviso e continuo. Ora compiamo un passo ulteriore. Mettiamo al centro la legalità come condizione imprescindibile di giustizia sociale e ambientale, la responsabilità come metodo e la tutela delle persone come priorità. Rafforziamo una presenza concreta nei territori più esposti alle pressioni criminali, incoraggiando partecipazione attiva e offrendo soluzioni reali. Perché la legalità non è un principio astratto: è la condizione per garantire diritti, imprese sane e comunità più forti”.

Nel dettaglio, primo obiettivo dell’accordo resta il riutilizzo produttivo e sociale dei beni confiscati alle mafie, a 30 anni di distanza dall’approvazione della legge 109/96. Un percorso che rappresenta un doppio riscatto: da un lato restituisce alla collettività ciò che è stato sottratto illegalmente, affermando un principio di giustizia sociale; dall’altro crea opportunità di lavoro e di impegno civile, soprattutto per i giovani, in un settore strategico come quello agricolo. In questo ambito, Cia continuerà a mettere a disposizione competenze, consulenza e assistenza, accompagnando le realtà coinvolte sia nella fase di avvio sia in quella di gestione dei beni.

Accanto a questo, le due organizzazioni rafforzeranno le attività di studio e ricerca sui fenomeni criminali che interessano il comparto agricolo, con particolare attenzione alle agromafie. Sarà approfondita l’analisi delle intimidazioni e degli atti di illegalità che colpiscono le aziende del settore, per individuare strumenti efficaci di tutela, in collaborazione con le autorità competenti. Contemporaneamente, saranno avviate iniziative condivise di formazione e ricerca sul caporalato, anche in collaborazione con altre associazioni, tramite il ricorso a fondi nazionali, europei e privati, per potenziare le azioni di prevenzione e contrasto.

Un capitolo centrale riguarda l’educazione alla legalità e alla cittadinanza responsabile. Cia e Libera, già presenti nel sistema educativo italiano, svilupperanno iniziative comuni nel mondo della scuola e dell’università. In questo quadro, si conferma il sostegno al progetto “E!State Liberi!”, i campi di impegno e formazione sui beni confiscati, così come la partecipazione al raduno nazionale dei giovani di Libera e ai percorsi dedicati alle politiche giovanili. L’intesa prevede, inoltre, l’adesione attiva alla Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, che si celebra ogni anno il 21 marzo, promuovendo la partecipazione delle strutture territoriali di Cia.

Infine, il sistema dei servizi di Cia -dal Patronato Inac al Caf- sarà messo a disposizione degli associati alla rete nazionale di Libera, potenziando accoglienza e ascolto per garantire un servizio sociale di qualità, capace di tutelare diritti, dignità e bisogni delle persone.