28 Maggio 2026

Cia Campania in prima linea dalla crisi del castagno alla rivoluzione del sistema AKIS

#territorio #agricoltura #agroalimentare #fitosanitario
Condividi

Tre giorni di confronto con istituzioni, mondo scientifico e realtà del territorio

Tre appuntamenti ravvicinati, tra il 25 e il 27 maggio 2026, hanno visto Cia-Agricoltori Italiani Campania impegnata in un intenso percorso di confronto con istituzioni, mondo scientifico e realtà del territorio, affrontando alcuni dei temi centrali per il futuro dell’agricoltura regionale: la gestione delle emergenze fitosanitarie, l’innovazione dei sistemi di conoscenza e la valorizzazione del patrimonio agroalimentare. Il primo momento di confronto si è svolto presso la Regione Campania con il tavolo tecnico dedicato all’emergenza del Cinipide Galligeno del Castagno, una problematica che continua a mettere in forte difficoltà uno dei comparti simbolo delle aree interne.

La castanicoltura rappresenta infatti un settore strategico per la Campania, sia dal punto di vista economico che per il ruolo ambientale e di presidio del territorio. Nel corso dell’incontro è stato richiamato con forza un dato che fotografa la profondità della crisi: negli ultimi vent’anni la superficie castanicola regionale si è dimezzata, passando da circa 30.000 ettari a poco più di 14.800. Tra le principali cause di questo arretramento produttivo vi è proprio la diffusione del Cinipide. Cia Campania ha riconosciuto l’importanza dell’attivazione di un tavolo tecnico permanente da parte della Regione, già sollecitato nei mesi precedenti anche in occasione di altre emergenze che hanno colpito le filiere regionali, sottolineando però la necessità di un approccio più ampio e integrato. L’organizzazione agricola ha infatti ribadito l’urgenza di considerare l’intera filiera della frutta in guscio, comprendendo anche le criticità del comparto corilicolo. Da qui la richiesta di una cabina di regia unica regionale, capace di coordinare in modo stabile le politiche agricole sul tema, mettendo insieme amministrazione regionale, strutture tecniche, mondo scientifico, università e rappresentanze del settore. Un modello di governance che consenta di rafforzare la ricerca, sostenere i produttori e individuare soluzioni di contrasto al parassita compatibili con l’equilibrio biologico già in atto.

La necessità, secondo Cia Campania, è quella di non perdere altro tempo: ulteriori anni di riduzione della produzione avrebbero effetti irreversibili non solo sul piano economico, ma anche su quello sociale e ambientale per molti territori interni della regione. In questa prospettiva diventa fondamentale anche la definizione di un Piano Regionale della Frutta in Guscio che metta a sistema formazione, consulenza tecnica e investimenti strutturali per la filiera. Il giorno successivo, il 26 maggio, l’attenzione si è spostata sul tema dell’innovazione e della conoscenza con la partecipazione al convegno dedicato all’“Ecosistema della conoscenza per l’agricoltura in Campania”. Al centro del dibattito il sistema AKIS, il modello europeo che punta a integrare ricerca, formazione e consulenza per rendere più efficiente il trasferimento dell’innovazione alle imprese agricole. In questo contesto è stato ribadito come la nuova programmazione europea e, in particolare, l’intervento SRG09 del CSR Campania, rappresentino un passaggio chiave per costruire un sistema più moderno e vicino ai bisogni reali delle aziende agricole. L’obiettivo è quello di superare la frammentazione attuale e dare vita a un modello di consulenza integrato, capace di accompagnare le imprese nelle scelte produttive, supportarle nella gestione delle criticità e tradurre le esigenze del territorio in soluzioni concrete.

Per Cia Campania si tratta di una sfida decisiva: rafforzare il legame tra conoscenza e impresa significa rendere il sistema agricolo regionale più resiliente, soprattutto di fronte agli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici e delle trasformazioni dei mercati. Il terzo appuntamento, il 27 maggio, ha invece posto al centro il valore del patrimonio agroalimentare campano con il convegno “La Grande Ricchezza”, dedicato alla celebrazione dei 614 Prodotti Agroalimentari Tradizionali riconosciuti alla Campania. Un risultato che conferma il ruolo della regione come uno dei principali custodi della biodiversità e delle tradizioni alimentari italiane. Alla luce anche del recente riconoscimento della Cucina Italiana come Patrimonio UNESCO, è emersa con forza l’importanza di tutelare e valorizzare questo straordinario patrimonio, che rappresenta non solo un elemento identitario, ma anche una leva di sviluppo economico per le aree rurali. Nel corso dell’incontro è stato rivolto un particolare richiamo al ruolo delle nuove generazioni, con un invito agli studenti degli istituti agrari a considerare l’agricoltura e i prodotti tradizionali non solo come eredità del passato, ma come opportunità concreta di crescita professionale e di innovazione per il futuro. In tutti e tre gli appuntamenti è emersa una visione comune: la necessità di un’agricoltura campana più integrata, capace di affrontare le emergenze, innovarsi attraverso la conoscenza e valorizzare le proprie eccellenze. Cia Campania conferma il proprio impegno al fianco delle istituzioni, del mondo scientifico e delle imprese agricole per costruire un sistema sempre più competitivo, sostenibile e radicato nei territori.