16 Giugno 2026

Cia Basilicata: in regione il settore primario regge nonostante le difficoltà

#agricoltura #territorio
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Il commento del presidente Moscaritolo sugli ultimi dati diffusi dall'Istat: “Servono più investimenti, infrastrutture e tutela del reddito degli agricoltori”

I dati diffusi dall’Istat sui Conti economici dell’agricoltura relativi al 2025 restituiscono per la Basilicata il quadro di un settore che, pur tra molte difficoltà, dimostra capacità di tenuta e resilienza.

Secondo le elaborazioni sui dati regionali, il valore della produzione agricola lucana si attesta a circa 1 miliardo e 260 milioni di euro, con una lieve flessione dello 0,1% rispetto all'anno precedente. Il valore aggiunto agricolo raggiunge invece 815 milioni di euro, registrando un calo dello 0,6%.

Per il presidente regionale di Cia-Agricoltori Italiani Basilicata, Leonardo Moscaritolo, i numeri confermano luci e ombre del comparto.

"La sostanziale stabilità della produzione agricola regionale -afferma Moscaritolo- dimostra la capacità delle nostre aziende di resistere a una fase ancora complessa, caratterizzata dagli effetti dei cambiamenti climatici, dall'aumento dei costi produttivi e dalle incertezze dei mercati. Tuttavia non possiamo accontentarci di una semplice tenuta. La leggera riduzione del valore aggiunto evidenzia come gli agricoltori continuino a lavorare con margini economici limitati".

Il presidente della Cia lucana sottolinea che anche in Basilicata si registrano andamenti differenziati tra le varie produzioni. Positivi i segnali provenienti da comparti come cereali, olivicoltura e vitivinicoltura, mentre persistono criticità per alcune produzioni ortofrutticole che hanno risentito degli eventi climatici e delle oscillazioni dei prezzi.

"I dati nazionali mostrano una crescita importante dell'olio d'oliva, dei cereali e del vino -aggiunge Moscaritolo- comparti nei quali la Basilicata può e deve rafforzare ulteriormente la propria presenza sui mercati. Allo stesso tempo occorre intervenire a sostegno delle produzioni più esposte alle conseguenze della siccità e degli eventi meteorologici estremi, che ormai rappresentano un'emergenza strutturale e non più episodica".

Particolare attenzione viene rivolta alla questione dei costi di produzione. Sebbene nel 2025 il differenziale tra prezzi di vendita e costi degli input sia tornato positivo, le imprese agricole continuano a confrontarsi con spese elevate per servizi, logistica, irrigazione e innovazione.

"Per garantire competitività alle imprese agricole lucane -prosegue il presidente di Cia Basilicata- servono investimenti concreti nelle infrastrutture idriche, nella modernizzazione delle aziende, nella ricerca e nell'innovazione tecnologica. È indispensabile accelerare gli interventi per la gestione delle risorse idriche e ridurre i divari territoriali che penalizzano le aree interne della nostra regione".

Moscaritolo evidenzia, inoltre, l'importanza del ricambio generazionale e delle politiche per l'occupazione agricola.

"Il calo dell'occupazione registrato a livello nazionale conferma la necessità di rendere il settore più attrattivo per i giovani. Agricoltura significa non solo produzione alimentare ma anche presidio del territorio, tutela ambientale e sviluppo delle comunità rurali. Per questo occorrono politiche che valorizzino il lavoro agricolo e garantiscano un reddito adeguato alle imprese".

Per Cia Basilicata il dato Istat rappresenta dunque un segnale di tenuta ma anche un richiamo alla necessità di rafforzare gli strumenti di sostegno al settore primario.

"L'agricoltura lucana continua a rappresentare uno dei pilastri dell'economia regionale -conclude Moscaritolo-, ma per trasformare la resilienza in crescita servono scelte strategiche e una forte attenzione delle istituzioni. Le imprese agricole stanno facendo la loro parte; ora occorre creare le condizioni affinché possano programmare il futuro con maggiore fiducia e stabilità".