06 Febbraio 2024 | dal Territorio

Cia Basilicata: confronto con Anci, Upi e Lega Autonomie su criticità comparto

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I presidenti Lorusso e Stasi: "Rivendichiamo un Piano agricolo nazionale, misure adeguate dall'Ue e Tavolo di Crisi da Regione"

Non solo trattori in marcia e mobilitazioni, ma anche proposte e confronti istituzionali. Cia-Agricoltori Italiani dalla manifestazione nazionale del 22 marzo 2022 a Scanzano Jonico (circa 5 mila agricoltori) a quella più recente del 26 ottobre scorso a Roma ha tenuto alta la mobilitazione del mondo agricolo. La nuova fase avviata con le assemblee territoriali la settimana scorsa e in prosecuzione per tutto il mese ha avuto un momento significativo di confronto istituzionale con i rappresentanti delle istituzioni locali - di Anci (Anfrea Bernardo), Upi (Rocco Pappalardo e il vice presidente Provincia di Matera Emilio Pilato), Lega Autonomie Locali Basilicata (Salvatore Adduce) ai quali è stato presentato un documento.

“Noi -hanno sostenuto i presidenti Cia di Potenza e Matera Giambattista Lorusso e Giuseppe Stasi- non siamo stati mai fermi, né nei mesi scorsi né in queste ore. Stiamo conducendo una battaglia importantissima sui tavoli istituzionali per restituire all’agricoltura italiana ciò che l’Europa, con norme troppo rigide e adottate in un momento di crisi epocale, sta togliendo all’intero comparto, con gravi ripercussioni anche in Basilicata e nel Sud. Rivendichiamo con forza un Piano agricolo nazionale, misure adeguate dall’Ue ed intervento della Regione da subito con la convocazione di un Tavolo Verde o meglio ancora un Tavolo di Crisi”.

Le proposte contenute nel documento della Cia sono sintetizzabili in difesa del reddito dell’agricoltore attraverso una Legge Quadro; la contrazione dei costi con una serie di agevolazioni; la riforma della Pac considerata troppo ferraginosa; indennizzi rapidi ed efficaci contro le calamità naturali. Il documento richiama i seguenti punti: la revisione della Pac 23/27; Interventi per contenere i costi di produzione; Garantire il giusto prezzo alle materie prima agricole; Semplificazione e sburocratizzazione; Contrasto della fauna selvatica; previdenza agricola e un sistema pensionistico dignitoso

Per il presidente Anci Bernardo le proposte della Cia che -ha detto- “non si limitano alla protesta” sono tutte accoglibili e nonostante le limitatissime funzioni dei Comuni saranno sostenute ai vari tavoli come quello in Regione. "Purtroppo -ha aggiunto- a fine mandato la Giunta non potrà fare molto ma se avesse accolto la nostra proposta sul bonus gas come altre per programmare risorse naturali e finanziarie da utilizzare in maniera più produttiva saremmo in un’altra situazione. Anche l’Upi si è detta disponibile a condividere le legittime richieste del mondo agricolo ed ha chiesto alla Regione di attivare il Tavolo specifico sollecitato da Cia".

"Abbiamo voluto un primo momento di confronto istituzionale -ha sostenuto il direttore Cia Donato Distefano- per costruire insieme un fronte unico allargato ai consumatori che sono anche loro vittime della crisi dell’agricoltura. Dopo aver rivendicato nelle sedi istituzionali e nelle Piazze le risposte ed a fronte di talune 'sordità' l’azione della Cia non si è mai fermata e mai si fermerà. Non rinunceremo a mettere in campo ogni utile iniziativa per l’affermazione delle ragioni degli agricoltori e del mondo rurale".


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