18 Ottobre 2012
"Card" carburanti: Cia, gli agricoltori lucani non hanno nulla da festeggiare
"Gli agricoltori lucani non hanno nulla da festeggiare rispetto all'annuncio della cosiddetta ricarica della "card carburanti" per gli automobilisti lucani, vale a dire un pieno (o poco più) di benzina per la propria auto, quale riconoscimento dello Stato per la produzione di petrolio dalla Val d'Agri. Il costo carburante che incide tra il 6 e il 10 per cento sulle spese di ciascuna azienda agricola e quello per l'energia tra l'8 e il 12% specie per il riscaldamento di serre, stalle, ecc. non si ristorano con l'erogazione una tantum di un centinaio di euro della "card carburanti", annunciata come strenna di Natale 2012". E' il commento del responsabile dell'Ufficio Economico della Cia Basilicata Paolo Carbone, il quale evidenzia che "il prezzo della benzina verde alla pompa equivale a poco meno del prezzo di 5 litri di latte alla stalla (tra i 35 e i 40 centesimi di euro al litro), senza tralasciare che parliamo anche di latte di alta qualità che i consumatori ritrovano sugli scaffali del supermercato rincarato per tre volte".
Carbone ribadisce il "pacchetto di proposte" della Cia per ridurre i costi aziendali in agricoltura partendo dalla gestione efficiente delle risorse energetiche ed idriche. Secondo la Cia Basilicata, l'incidenza media dei costi sui processi produttivi delle aziende agricole lucane si attesa in un "rang" che varia da un minimo del 50 per cento ad un massimo dell'80 per cento, con diversificazioni derivanti principalmente dall'indirizzo produttivo e dall'adozione di metodologie agronomiche intensive o estensive, dall'allocazione territoriale, dalle dimensioni aziendali.
Nel pacchetto di proposte che, se realizzate nella loro interezza, possono produrre un risparmio complessivo tra il 30 e il 35 per cento di costi sempre più asfissianti per gli imprenditori e produttori agricoli -precisa la Cia lucana- ci sono azioni che deve mettere in campo la Regione ed altre direttamente gli agricoltori e le organizzazioni professionali.
Per la Cia Basilicata è necessario prevedere un piano agronergetico per conseguire il pareggio energetico in agricoltura anche attraverso forme di compensazione per la risorsa idrica e pareggio energetico da parte dei consorzi di bonifica (si pensi che l'incidenza solo per l'energia elettrica necessaria al sollevamento dell'acqua negli impianti irrigui è pari a 5 milioni di euro l'anno), oltre a favorire produzioni di energie rinnovabili per autoconsumo (progetto farm intelligenti), acquisti collettivi, accrescere la produzione di colture a basso utilizzo di carburanti e l'impiego di oli vegetali.
Al posto della "card", che complessivamente ammonta intorno ai 33 milioni di euro -secondo la Cia Basilicata- si potevano finanziare progetti per migliorare i servizi socio-sanitari e di assistenza agli anziani residenti nelle aree rurali della Regione.