04 Novembre 2004

Agricoltura: è grave emergenza. Crollo dei prezzi, oneri sociali asfissianti, prodotti invenduti. Troppi gli impegni presi e mai mantenuti

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"Per l'agricoltura è ormai piena emergenza. Siamo in presenza di una situazione esplosiva. I produttori si sentono traditi da promesse mai mantenute e si trovano a fronteggiare una crisi che non ha precedenti. Occorre intervenire immediatamente". Lo ha sostenuto il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi intervenendo sui gravi problemi che stanno condizionando pesantemente gli agricoltori sempre più esasperati e mobilitati in manifestazioni di piazza in diverse regioni.
"Le imprese agricole -ha rilevato il presidente della Cia- sono in grandissima difficoltà. I prezzi dei prodotti all'origine continuano a registrare continui crolli. A volte i prezzi pagati non coprono neanche i costi di raccolta. Non basta. Ci sono i contributi previdenziali che pesano come macigni e condizionano in maniera determinante la stessa gestione aziendale. In Italia gli oneri sociali sono i più alti d'Europa e ci fanno perdere competitività sui mercati. C'è poi una asfissiante burocrazia che fiacca le energie imprenditoriali".
"Inoltre, non va dimenticato -ha aggiunto Politi- che molte aziende agricole, soprattutto del Sud, hanno subito fermi amministrativi e ingiunzioni di pagamento da parte delle banche. E' una situazione ormai non più sostenibile. Per questo sollecitiamo una soluzione immediata per il pregresso e la sospensione delle scadenze delle operazioni di credito agrario e degli oneri sociali per la manodopera. Ma quello che lascia amareggiati è il fatto che il governo aveva preso degli impegni precisi che puntualmente sono stati disattesi. Così proprio non va. E la Cia è fortemente mobilitata per avere risposte certe e chiare su problemi non più rinviabili. Il prossimo 13 novembre scenderemo in piazza in tutta Italia per sollecitare una nuova politica a sostegno del settore agricolo. Un progetto di sviluppo che consenta una positiva svolta".
"In questi giorni, in molte zone del Sud, gli agricoltori -ha sostenuto il presidente della Cia- hanno manifestato con fermezza. I prezzi all'origine di molti prodotti ortofrutticoli e dell'uva hanno subito un vero e proprio tracollo. Forti preoccupazioni ci sono anche per l'ormai imminente campagna olivicola. Lo scenario è desolante e tutto ciò ha spinto alla protesta. In alcune aree meridionali le manifestazioni hanno visto farsi promotrici le stesse amministrazioni comunali. Capiamo e apprezziamo la solidarietà espressa. Riteniamo, però, che questo è un compito che spetta alle Organizzazioni professionali agricole. E come Cia -ha concluso Politi- svilupperemo il massimo impegno possibile per tutelare in tutte le sedi e con gli strumenti più appropriati gli interessi degli agricoltori".