dal Territorio
Agricoltura: Cia Trentino, conoscenza e ricerca tra le sfide entro 10 anni
30 Novembre 2020

Il punto dal convegno annuale in webinar con istituzioni locali ed europee. In collegamento oltre 100 persone

Responsabilità, conoscenza, ricerca: queste le 3 parole chiave per l’agricoltura trentina nel prossimo decennio, così come emerso dal convegno annuale “Progetto Agricoltura Trentina” portato online, questa mattina, da Cia Trentino alla presenza di oltre un centinaio di persone collegate al webinar in diretta fb. 

Quali obiettivi deve darsi il settore agricolo col supporto della cooperazione per affrontare il prossimo futuro? La domanda al centro del dibattito cui ha partecipato tra gli altri anche l’assessore provinciale all’urbanistica, ambiente e cooperazione Mario Tonina. “Momenti come il vostro convegno annuale -ha commentato- sono importanti occasioni di approfondimento e forniscono spunti utili per la futura organizzazione del settore agricolo provinciale. In un periodo storico come quello attuale, che ha messo in evidenza varie fragilità, ma anche l’agricoltura come punto di forza del territorio, la cooperazione può essere l’elemento di rafforzamento e di difesa da agenti esogeni".

In collegamento anche l’europarlamentare Herbert Dorfmann che ha esposto i principali punti della nuova Pac in vista dell’accordo finale nei prossimi mesi. Secondo Dorfmann: “La riforma Pac sarà positiva per la nostra agricoltura. Si punta a una sostenibilità ambientale secondo le indicazioni del Green Deal: le nostre aziende già stanno lavorando in questa direzione e la riforma può essere una buona opportunità.”

Il Presidente Cia Paolo Calovi ha, invece, delineato le maggiori difficoltà che vive in questo momento l’agricoltura in Trentino, aggravate dalla recente pandemia. “La ripresa dipenderà dalla capacità di interpretare i cambiamenti che passano attraverso le nuove strategie politiche comunitarie -è intervenuto Calovi che ha poi introdotto cinque tematiche, sviluppate tramite videointerviste ad altrettanti agricoltori trentini e visualizzabili online. Alcuni dei punti chiave su cui costruire il confronto e le strategie future per Cia Trentino: biologico, rinnovo varietale, assicurazione, manodopera e ricambio generazionale.

Su questi temi sono stati chiamati a rispondere anche Giulia Zanotelli, assessore provinciale all’agricoltura e Roberto Simoni, presidente della Federazione Trentina della Cooperazione. L’assessore Zanotelli, specificando che queste questioni coinvolgono più livelli politici, ha risposto punto per punto riguardo alle politiche messe in campo a livello provinciale. “Nei prossimi mesi -ha dichiarato- vedrà la luce la nuova legge sul biologico, che non sempre è possibile e che non deve essere imposto. Certamente il futuro porterà nuove sfide per la sostenibilità, ma anche grazie alla Fondazione Mach riusciremo a proseguire nella ricerca e nel trovare soluzioni alle varie necessità.” Per Zanotelli è fondamentale per le aziende agricole l’assicurazione, che ha forte sostegno pubblico e prevede nuove polizze per l’apicoltura e la zootecnia: “Bisogna sensibilizzare le aziende perché non vadano perse delle occasioni.”

A essere ricordato, poi, anche il grande lavoro messo in campo negli ultimi anni e soprattutto negli scorsi mesi per il reperimento di manodopera. Tutti insieme ci siamo responsabilizzati fino a ottenere la quarantena attiva. Questo percorso va rafforzato in futuro, strutturando un percorso longevo per creare occasioni di lavoro in agricoltura. Anche il sostegno ai giovani è essenziale: con il Tavolo Agriyoung stiamo concretizzando idee come l’istituzione della figura del tutor aziendale  sostenuto dai giovani di Cia e dalla loro associazione Agia”.

Il Presidente Roberto Simoni, chiamato a intervenire, ha confermato l’importanza di una buona programmazione e gli sforzi importanti che si stanno mettendo in atto in Trentino: “Sulla sostenibilità deve esserci un largo approccio e certo ci sarà bisogno di una formazione continua per le aziende, efficace e su più competenze per poter affrontare il futuro. Abbiamo grandi eccellenze che ci invidiano in molti, sia per i prodotti, ma anche per l’organizzazione che abbiamo sviluppato all’interno del mondo cooperativo. Servirà molta preparazione e abilità che non potranno appartenere a ogni singola azienda -ha chiarito-, ma certamente all’interno dei consorzi a supporto di tutte le imprese. Per la manodopera, l’esperimento del contratto di rete ha avuto grande risonanza e sarà un modello da replicare”. Molte le domande pervenute tramite i canali digitali, incentrate soprattutto sul rapporto fra agricoltura e turismo, promozione e mercato dei prodotti trentini,  e importanza dei giovani nella cooperazione.

Infine, responsabilità è la parola chiave, secondo il presidente Calovi, in conclusione ai lavori del convegno: “Le risorse europee dei prossimi anni verranno prese in prestito dalle prossime generazioni. Se sapremo interpretare le politiche ambientali come fattori di sostegno e innovazione, sapremo creare redditività per il futuro. Il mondo agricolo da solo non può tutto -ha voluto precisare Calovi- servono sinergie con i vari settori economici per un vero sviluppo della nostra comunità. Lavoriamo insieme per una visione di lungo respiro, di condivisione e risolutivo. Andrà a beneficio di tutti”.


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