Cia Calabria proclama lo stato di agitazione permanente: a rischio sopravvivenza settore
Il 30 settembre assemblea plenaria con presidente Fini e assessore Gallo
Sotto lo slogan “Terra Calabra: Dignità, Sovranità, Futuro”, Cia Calabria lancia un manifesto per salvare le aziende schiacciate da costi insostenibili, concorrenza sleale e dall’emergenza fauna selvatica. Sotto i riflettori la crisi di zootecnia, ortofrutta, frumento, olivicoltura e viticoltura.
Di fronte a una crisi economica e strutturale che mette a rischio immediato la sopravvivenza del comparto primario, il Comitato Esecutivo dell’organizzazione, su mandato del Consiglio Direttivo regionale, ha proclamato ufficialmente lo stato di agitazione permanente degli agricoltori calabresi.
La mobilitazione confluirà in una grande assemblea plenaria convocata per mercoledì 30 settembre, alle ore 9.30, presso il Centro Studi Calabrodental di Via Enrico Fermi a Crotone. L’appuntamento vedrà la partecipazione straordinaria del presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini, e dell’assessore all’Agricoltura della Regione Calabria, Gianluca Gallo, a testimonianza della crucialità del momento per il futuro dell'economia regionale.
Al centro del dibattito, moderato dal giornalista Salvatore Audia e introdotto dalla relazione del presidente di Cia Calabria, Nicodemo Podella, ci saranno le parole d'ordine di una piattaforma di rivendicazione che l’associazione intende porre con forza ai tavoli istituzionali regionali, nazionali ed europei.
Una crisi trasversale e insostenibile
La mobilitazione nasce per dare voce a una sofferenza che colpisce indistintamente tutti i comparti produttivi identitari della regione: dalla zootecnia all’ortofrutta, dal frumento all’olivicoltura fino alla viticoltura. Le aziende agricole si trovano schiacciate in una morsa letale: da un lato l'impennata esponenziale dei costi vivi di produzione, dall’altro i prezzi riconosciuti all'origine, sempre più bassi e spesso insufficienti a coprire persino le spese vive di raccolta e gestione.
Le proposte del Manifesto “Terra Calabra: Dignità, Sovranità, Futuro”
Cia Calabria individua quattro pilastri d’azione immediati e non più rinviabili:
- Tracciabilità reale del Made in Italy - Obbligo di indicare chiaramente l'esatta origine delle materie prime in etichetta per arrestare le triangolazioni commerciali e potenziamento drastico dei controlli nei principali snodi, a partire dal Porto di Gioia Tauro.
- Prezzi equi - Introduzione di un prezzo minimo garantito basato sui costi medi Ismea, sanzioni severe contro le pratiche sleali e istituzione di un Osservatorio regionale permanente sui costi di produzione.
- Reciprocità e clausole di salvaguardia - Stop definitivo all'importazione di prodotti extra-Ue che non rispettano gli standard ambientali, sociali e sanitari imposti ai produttori italiani (come l’uso di pesticidi vietati in Europa).
- Emergenza fauna selvatica e tutela del territorio - Accanto alle dinamiche di mercato, Cia Calabria pone in primo piano la difesa del suolo agricolo e l'adozione di piani straordinari e drastici per la difesa dagli attacchi dei selvatici, a partire dall’emergenza cinghiali che sta devastando le colture, decimando i redditi e mettendo a rischio l’incolumità stessa degli operatori nelle aree rurali.
“Gli agricoltori non possono continuare a produrre in perdita mentre lungo la filiera aumentano margini e intermediazioni”, dichiara la presidenza regionale di Cia Calabria. “Se non è coltivato qui, non è Made in Italy. Difendere le nostre aziende significa tutelare il territorio, l'occupazione e la sicurezza alimentare delle famiglie calabresi. Lo stato di agitazione rimarrà permanente finché non otterremo risposte concrete e immediate”.