13 Marzo 2023 | dal Territorio

Agia-Cia Toscana: vigneti più resistenti a malattie e cambiamenti climatici

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Focus sul settore vitivinicolo nell'ottava tappa di "Obiettivo ricerca", l’iniziativa promossa dall'associazione dei giovani con Agricoltura è Vita e Crea

Dai laboratori ai vigneti e alle cantine: trasferire novità, conoscenze e innovazioni tecnologiche ai giovani imprenditori agricoli, quelli più aperti al cambiamento, è “Obiettivo ricerca”, l’iniziativa voluta da Agia, l’Associazione Giovani Agricoltori di Cia, con Agricoltura è Vita e Crea (Consiglio per la ricerca in Agricoltura).

L’ottava tappa di questo percorso di divulgazione dell’innovazione in agricoltura, che ha durata triennale, si è tenuta ad Arezzo e, vista la vocazione del centro Crea presente nel capoluogo aretino, specializzato in viticoltura ed enologia, si è concentrata sul comparto vitivinicolo.

“Accorciare le distanze tra ricerca e produzione per migliorare quantità, qualità e sostenibilità delle produzioni è l’obiettivo dell’iniziativa”, ha spiegato il vipresidente di Agia Nazionale Luca Bianchi.

La presentazione dello studio è stata l’occasione per lanciare, sulla scorta dei risultati ottenuti da Crea in laboratorio, una sperimentazione che coinvolgerà i vigneti e le cantine della provincia.
Paolo Storchi, responsabile del centro di viticoltura ed enologia di Arezzo ha aggiunto: “Il nostro centro sta studiando tecniche di difesa e valorizzazione su vitigni autoctoni e su vitigni ottenuti con nuovi incroci e selezionati per essere più resistenti alle malattie, per sopportare meglio i cambiamenti climatici, per essere più sostenibili, ovvero per dare le risposte che ci chiedono produttori e consumatori”.

Proprio ad Arezzo sono stati illustrati i risultati interessanti della ricerca.

“L’esito delle prove di laboratorio, illustrato dagli studiosi – ha commentato Lapo Somigli, Presidente di Agia Toscana – sarà adesso applicato alla produzione: contiamo sulla voglia di innovazione e sperimentazione dimostrata dai nostri giovani imprenditori per mettere a frutto le esperienze fatte dalla scienza”.


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